Usa, quarantena di massa

Misura preventiva negli Stati del New Jersey e di New York

pubblicato il 25/10/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
New York - Aeroporto JFK

Non sappiamo se aumenterà la sicurezza, probabilmente accrescerà la psicosi: venerdì 24 ottobre, all’indomani del caso Spencer (le condizioni del medico ricoverato al Bellevue Hospital continuano ad essere stabili), Chris Christie e Andrew Cuomo, governatori rispettivamente di New Jersey e New York, hanno disposto la quarantena preventiva per tutti coloro che torneranno o proverranno dalla triade dei Paesi africani epicentro dell’epidemia di ebola, Guinea, Sierra Leone e Liberia, e che siano sospettati di aver avuto in quei Paesi contatti con persone contagiate dal virus. In una conferenza stampa tenuta congiuntamente con Christie, Cuomo ha dichiarato che, in un caso come quello dell’ebola,  “una quarantena volontaria non è abbastanza”, così come quella la cui imposizione è limitata ai soli individui già colpiti dal virus, e alle eventuali persone che abbiano avuto frequentazioni con essi durante l’incubazione. Misure adeguate al delicato compito sono già state predisposte negli aeroporti “John Fitzgerald Kennedy” e “Newark-Liberty” di New York.
Le autorità hanno spiegato che la messa in isolamento riguarderà innanzitutto il personale medico reduce dal “triangolo del virus”, e che, tecnicamente, la quarantena durerà ventuno giorni, cioè un periodo equivalente a quello dell’incubazione dell’ebola.
Quando si parla della “peste del decennio”, naturalmente, occorre mantenere uno sguardo costantemente rivolto a 360°, essendo l’ebola un fronte di emergenza mondiale. Si era detto della bambina del Mali, prima contagiata in quel Paese. Le ultime notizie al suo riguardo non sono buone: la piccola è morta, tre giorni dopo essere stata ricoverata in un ospedale di Kayes. Secondo le fonti, ella, in compagnia della nonna, il 19 ottobre aveva attraversato in autobus quasi mezza Guinea (probabilmente doveva partecipare al funerale di un parente), ma già durante il viaggio le sanguinava il naso. Trovata positiva al virus, si trovava in degenza dal 21.     

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