Iran, donna impiccata perché uccise l'uomo che tentò di violentarla

La ragazza 26enne è stata giustiziata nel carcere di Teheran dopo essersi rifiutata di smentire il tentativo di violenza subito

pubblicato il 25/10/2014 in Dal Mondo da Lucia Di Candilo
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Lucia Di Candilo

Reyhaneh Jabbari, è stata condannata a morte per aver ammazzato il suo stupratore, un ex agente dei servizi segreti iracheni. Nonostante gli appelli internazionali rivolte alle autorità, tra i queli quelli di Papa Francesco, Reyhaneh è stata giustiziata nella prigione di Teheran, dove fin'ora era stata rinchiusa in attesa di giudizio. La vita della giovane donna, infatti, era ormai da 5 anni appesa ad un sottile filo di speranza che ieri si è spezzato defitivamente, quando la madre della giovane ha avuto il permesso di vedere la figlia per un'ora. Segnale che ha subito fatto pensare all'imminenza dell'esecuzione.

Il relatore dell'Alto commissariato aveva segnalato la presenza di molte irregolarità e anomalie nel processo, in quanto non si era minimamente preso in considerazione il fatto che la ragazza avrebbe agito per legittima difesa di fronte a un tentativo di stupro. Jabbari era stata arrestata nel 2007, quando aveva 19 anni, con l'accusa di aver ammazzato Morteza Abdolali Sarbandi, l'uomo che con una scusa l'avrebbe invitata a casa sua e poi avrebbe tentato di abusare di lei. Reyhaneh avrebbe ottenuto il perdono dalla famiglia dell'uomo solo se avesse smentito di aver subito un tentativo di stupro. La ragazza rifiutandosi di negare quanto accaduto è stata costretta a pagare con la vita.

Il ministro degli esteri, Federica Mogherini ha espresso cordoglio e dolore per l'ingiusta morte della giovave iraniana "L'uccisione di Reyhaneh è un dolore profondissimo -dice la Mogherini, e continua- avevamo sperato tutti che la mobilitazione internazionale potesse salvare la vita di una ragazza che invece è vittima due volte, prima del suo stupratore, poi di un sistema che non ha ascoltato i tanti appelli. Eppure, la difesa dei diritti umani e l'abolizione della pena di morte sono battaglie fondamentali che l'Italia non rinuncerà mai a portare avanti in tutte le sedi".                                                                                                                                                                                                                            

Anche la Boldrini esprime sconcertata, il cordoglio per la decisione delle autorità giudiziarie iraniane che hanno condannato all'impiccagione la giovane Rayhaneh perché accusata di essersi difesa da un brutale tentativo di stupro.    

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