Chiesa anglicana, primo vescovo donna

È il frutto della riforma della legge canonica

pubblicato il 25/12/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Libby Lane

Nella chiesa anglicana sacerdoti donna ce ne sono, e molti, da circa vent’anni, ma fino ad ora mai nessun vescovo. Il 17 dicembre questo gap è stato colmato: a quarantotto anni e dopo sette di sacerdozio, Libby Lane, parroco di Crewe, è stata nominata vescovo di Stockport. Dal Cheshire alla contea di Manchester, da una città medio-grande di sessantasettemila abitanti ad una di centotremila (ma alle porte di una metropoli di cinquecentomila anime). La diocesi di Chester (che ha proprio in Stockport la sede vescovile) era vacante dallo scorso maggio: la Lane diventa così l’ottavo vescovo della diocesi, dopo Frank Okell, David Saunders-Davies, Gordon Strutt, Frank Sargeant, Geoffrey Turner, Nigel Stock e Robert Atwell. Tutti rigorosamente uomini, naturalmente. E forse la lista avrebbe continuato a recitare solo nomi maschili, se nel luglio di quest’anno, al culmine di una riflessione drammatica e lacerante, la chiesa d’Inghilterra non avesse finalmente votato un’innovazione epocale: consentire alle donne, a cui era già stato permesso di diventare pastori nella prima metà degli anni ’90, di accedere anche al vescovato.     
“Incarno un giorno storico”, ha detto la Lane a caldo, poche ore dopo aver ricevuto la notizia della nomina. Quel giorno, però, non è il 17 dicembre, bensì il 26 gennaio 2015, quando verrà consacrata a tutti gli effetti nella sua nuova dignità episcopale all’interno dell’augusta cattedrale di York.

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