Internet, è Anonymus il vendicatore di Charlie Hebdo

Violati numerosi account riconducibili all’Isis

pubblicato il 11/02/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Anonymus anti-Isis

Siete un virus, e noi vi distruggeremo, perché siamo la cura”. A prima vista sembrerebbe un classico messaggio dell’Isis, ma in realtà è un messaggio contro l’Isis, anche se formulato più o meno con il suo linguaggio, farneticante e dai toni esaltati. La minaccia, infatti, proviene da Anonymus, l’ormai noto movimento di “terroristi bianchi” che incita ad atti rivoluzionari ma senza spargimento di sangue, bensì attraverso la protesta civile di massa ( e mascherata)  sulle piazze, e con atti di pirateria e sabotaggio sulla rete. Ma non bisogna dimenticare, naturalmente, che Anonymus, sin dalle origini, è legato al motto “V per vendetta”. Dietro ogni azione degli emuli di Guy Fawkes, in fondo, c’è sempre un movente da giustizieri, e, da buoni paladini mascherati, essi non potevano non punire, a modo loro, quel mondo islamico che ha alimentato e armato gli attentatori di Charlie Hebdo. Per questa nobile causa Anonymus avrebbe violato centinaia di account Twitter e Facebook variamente legati all’Isis, per poi provvedere alla pubblicazione degli indirizzi e-mail relativi a quegli account e di altro materiale web  islamista. Nel mirino in modo particolare i “reclutatori”, cioè coloro che si incaricano di procurare alla causa estremista i malcapitati utenti della rete. La cosa straordinaria, come riporta il sito di Repubblica l’8 febbraio, è che dietro quest’azione potrebbero esserci anche degli islamici moderati, e addirittura militanti dell’Isis pentiti.

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