Libia: L'Isis espulso da Sirte

L'Occidente preme per la nascita di un governo di unità nazionale in Libia

pubblicato il 18/02/2015 in Dal Mondo da Ignazio Angelo Pisanu
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Ignazio Angelo Pisanu

Le Brigate di Misurata, milizie vicine al governo di Tripoli, avrebbero riconquistato Sirte, la città che nei giorni scrosi è caduta in mano a jhiadisti vicini al Califfato. L'episodio ha suscitato timori in tutto il mondo e ha contribuito a complicare ulteriormente la già difficilissima situazione libica. Dopo la diffusione del video sulla decapitazione di 21 egiziani di religione coopta inoltre, l'Egitto ha lanciato raid aerei su Derna e Sirte, le città cadute sotto l'influenza dell'Isis.

In Libia esistono due governi -  uno ha sede a Toburk e viene riconosciuto a livello internazionale, l'altro ha sede a Tripoli ed è considerato un "governo parallelo". Il govrno di Tripoli, vicino ai Fratelli Musulmani, pur abbracciando l'Islam come religione di stato, non rientra nell'orbita jhiadista. Nonostante questo non è stato riconosciuto come entità politica ufficiale. Le Brigate di Misurata, fedeli al governo di Tripoli, avrebbero riportato Sirte sotto l'influenza di quest'ultimo

L'Egitto chiede un intervento internazionale in Nordafrica - Al-Sisi chiede l'autorizzazione del consiglio di sicurezza dell'Onu per garantire la possibilità di un intervento di alleati internazionali in Nordafrica. Per il primo ministro Egiziano è necessaria un'azione urgente "non c'è altra scelta". Per ora, in ogni caso, nessuno in occidente sembra convinto della necessità e della possibilità di effettuare quella che sarebbe una vera e propria invasione.

Sembra essersi costituita un'alleanza occidentale - Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania Italia e Spagna sostengono una linea d'azione comune. Le forze unite occidentali sostengono che "serve un'azione congunta" e sottolineano che "la Libia non può vincere da sola tutt le cause alla quale è chiamata". In ogni caso la via privilegiata da seguire rimane quella diplomatica.

E' urgente dialogare con le varie fazioni libiche, ora divise, che convergono nel multiforme unverso del paese. In una dichiarazione congiunta, i paesi occidentali affermano che "è indispenabile che nasca di un governo di unità nazionale che possa far fronte alla crisi".  

Italia e Francia credono nella diplomazia - Nel vertice di ieri a Palazzo Chigi, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, quello degli Esteri Gentiloni e quello della difesa Pinotti hanno sostenuto la via dipolmatica. D'accordo anche Hollande, che appoggia la linea del governo italiano. Per la sicurezza del paese, 4800 miltari sono schierato a protezione di obiettivi sensibili. 

 

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