Iraq, forze curde respingono Isis

Peshmerga vincenti nella battaglia di Erbi

pubblicato il 19/02/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Una veduta del centro di Erbil

La "Stalingrado d’Iraq" si è combattuta a Erbil, mercoledì 18 febbraio. Anche nel ’43 era un febbraio: ed esattamente come in quel tempo epico, a vincere sono stati gli assediati, e non gli assedianti. Solo che stavolta erano i primi ad essere in superiorità numerica, rispetto ai secondi: a differenza dei sovietici, infatti, che dovettero vedersela da soli contro una coalizione di forze tedesche, italiane, rumene e ungheresi, i peshmerga hanno potuto contare ancora una volta sul fondamentale aiuto dell’alleanza internazionale, il loro "braccio volante", per così dire. Era l’Isis a non avere aiuti, a parte Allah.
Decisivo è stato l’intervento aereo degli alleati che ha consentito di bloccare l’avanzata degli islamisti all’altezza del villaggio di Makhmur, in pratica l’ultimo centro abitato che si frapponeva fra il Califfato e la capitale del Kurdistan iracheno. Secondo fonti curde della Cnn – si tratta in particolare di un collaboratore del generale curdo Barzani - l’allarme è scattato nel corso della notte, dopo che miliziani di Al Baghdadi avevano attaccato postazioni curde a circa quarantacinque chilometri a sud-ovest della città. I vertici dell’Isis in realtà avevano preparato un piano d’attacco multi-direzionale, e in breve tempo i pur valorosi peshmerga si sono trovati sul punto di dover soccombere: probabilmente senza l’aiuto della Coalizione l’esito della battaglia sarebbe stato differente. insomma, forse per i soldati curdi c’è ancora un po’ di cammino da fare prima di emulare l’Armata rossa dei tempi di Stalin, ma almeno sono riusciti a non emulare la sorte dei Plateesi, costretti a patire la distruzione della loro città da parte spartano-tebana perché i loro alleati, gli Ateniesi, non arrivavano mai.

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