Taiwan e il suo colorato abuso edilizio

L'isola cinese stretta tra la domanda di immobili e la crisi

pubblicato il 21/02/2015 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino
Foto Wikipedia.org

Chi arriva in volo a Taipei non può cogliere il colpo d'occhio che produce la vista dei grattacieli cinesi incorniciati da una miriade di tetti in vari colori. Uno “spettacolo” creato dalle migliaia di costruzioni illegali accanto ai giganti di cemento e acciaio, frutto della domanda crescente di abitazioni e fondi commerciali che affligge non solo la capitale ma tutta l'isola di Taiwan e che sta diventando un problema a difficile gestione per il governo nazionale.

Per decenni la cronica mancanza di spazio e gli esorbitanti prezzi degli immobili hanno fatto sì che moltissimi abitanti dell'isola modificassero le proprie abitazioni, ampliandole per un maggiore spazio o ricavando nuovi vani da destinare ad una nuova unità abitativa o ad attività commerciali, fornendo così un posto economico per gli studenti, persone poco abbienti o imprese lavorative, andando anche a rimpinguare le finanze dei proprietari che così possono accedere a nuove possibilità per la famiglia.

Un “colorato” abuso edilizio, data la varietà dei colori per i materiali- quasi sempre di scarsa fattura- usati nelle costruzioni, che è sempre stato tollerato, a qualsiasi livello, dai membri di governo anche perché, la sua contestazione, per molti di loro equivarrebbe ad un “suicidio politico”. Si è chiuso un'occhio, quando due, addirittura esentando in alcune città i molti immobili abusivi fino a che questa politica permissiva e latente ha prodotto i suoi primi risultati: Taiwan è stata colpita da una serie di incendi che coinvolgevano sempre costruzioni illegali e che hanno spronato gli amministratori locali a ordinare l'abbattimento di quest'ultime, almeno quelle più a rischio e di notevoli dimensioni. Recentemente l'incendio nella città di Taoyuan in un palazzo, adibito a sala da bowling, è costato la vita di sei giovanissimi pompieri, morti per il crollo del tetto dove erano stati costruiti più piani abitativi, mentre portavano in salvo gli occupanti. Una tragedia nazionale che ha destato l'intero governo, che ora sta cercando di correre ai ripari ordinando la demolizione sistematica degli abusi edilizi in tutte le maggiori città dello stato. Un provvedimento tutt'altro che facile, a causa del fatto che le squadre di demolizione non riescono “a tenere il passo” con i lavori abusivi. A complicare le cose anche la reazione dei proprietari, che dopo molti sacrifici e soldi spesi vedono distruggere i loro sforzi e non di rado reagiscono drammaticamente, minacciando ritorsioni armate o di darsi fuoco insieme alle loro abitazioni. “Dove starebbe questa gente se venissero demolite tutte le costruzioni abusive?” - Questa la domanda che molti cittadini pongono alle autorità di Taiwan, dove il problema dell'abuso edilizio incontrollato deve presto trovare una soluzione accettabile per tutti, prima di nuove tragedie.

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