Gb, coppia lesbica torturò e ammazzò una bimba di otto anni perché "indemoniata"

Le due sono state condannate dal tribunale britannico a 13 e 18 anni

pubblicato il 06/03/2015 in Dal Mondo da Lucia Di Candilo
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Lucia Di Candilo

La morte di un bambino suscita sempre un senso di incommisurabile dispiacere, ma ancor di più quando a derminare il decesso dell'infante non è una causa naturale ma il frutto della mente umana che a volte mette in atto ragionamenti e processi a dir poco incommentabili.

Oggi la cronaca è piena di raccapriccanti episodi che vedono protagonisti bambini, piccoli esseri indifesi, esposti ad atrocità disumane.

La notizia arrivata nelle ultime ore giunge dalla Gran Bretagna e racconta di una bambina: Ayesha Ali, di appena otto anni, uccisa dalla mamma lesbica, Polly Chowdhury, 35 anni, con 50 coltellate e sotto istigazione della compagna, Kiki Muddar, 43 anni, nella zona orientale di Londra, ad agosto del 2013.

Quest'ultima sarebbe riuscita a convincere la compagna, nonchè mamma della piccola, che la bambina fosse malvagia e "posseduta dal demonio" quindi avrebbe istigato la donna a compiere le sevizie sulla povera creatura: la bambina è stata, infatti, trovata morta nella sua cameretta con più di 50 ferite, fra cui i segni di morsi.

Le due donne si erano create un mondo fatto di personaggi immaginari costruiti su Facebook. La povera Ayesha non aveva scampo: doveva essere punita. Purtroppo così è stato: le due donne hanno riversato sulla piccola violenze indicibili per ore ed ore fino a che l'hanno vista morire.

Poche ore fa, nella Old Bailey, tribunale penale centrale della capitale britannica, è stata pronunciata la sentenza per le due donne: la madre di Ayesha e l'altra donna dovranno scontare rispettivamente 13 e 18 anni di carcere.      

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