Blitz al museo di Tunisi: 24 morti e 50 feriti

Tra le vittime tre turisti italiani

pubblicato il 18/03/2015 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Si è concluso con un attacco delle forze speciali il sequestro del Museo del Bardo di Tunisi. Un azione che termina con un bilancio pesantissimo: 24 morti, tra cui tre cittadini italiani, di cui finora non è stata resa nota l'identità.

Oltre 200 visitatori affollavano il museo del Bardo a Tunisi questa mattina quando un gruppo di terroristi, secondo i media locali travestiti da soldati, è penetrato al suo interno, sparando e uccidendo alcuni turisti stranieri.

Successivamente almeno un centinaio di persone sono riuscite a scappare dal museo mentre la Polizia tunisina si preparava ad un assalto frontale per bloccare i terroristi, avvenuto circa due ore fa.

Nel blitz delle Forze speciali antiterrorismo due terroristi sono rimasti uccisi, insieme ad un agente di Polizia e otto turisti, tra cui pare, secondo la tv arava Al-Jazeera, ci potrebbero essere anche degli italiani,notizia poi confermata successivamente ne numero di tre morti e sei feriti tra i connazionali,  come ha anche annunciato il premier tunisino Habib Hessid, che in un comunicato ha parlato di italiani, tedeschi, polacchi e spagnoli tra le vittime – come di un gruppo di cinque terroristi, di cui due o tre sarebbero in fuga.

Almeno cinquanta i feriti, tra l'assalto terroristico e il successivo blitz dei corpi speciali all'interno del museo, e di cui, come le vittime, non sono state rese note ancora le generalità: Non siamo in grado di ufficializzare il numero degli italiani coinvoltiha annunciato il premier Renzi alla Camera poco fa – ma si è messa in moto la macchina dell'Unità di Crisi della Farnesina, a cui fare riferimento.

Intanto è già arrivata la rivendicazione da parte dello Stato Islamico per l'attacco terroristico, che non ha nascosto l'intenzione di colpire chi si crede colto in Tunisia, facendo riferimento allo sviluppo culturale-turistico del paese, minacciato da quest'azione come ha riferito anche il Primo ministro Hessid: Questo è un atto vile mirato a minare la nostra economia e un suo settore vitale come il turismo, abbiamo bisogno di tutti i tunisini per resistere a questo atto.

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