Yemen, inizia la campagna saudita

L’obiettivo sono i ribelli sciiti

pubblicato il 26/03/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

C’è l’aiuto concreto, fattivo, dell’Egitto, del Marocco e del Sudan.

C’è, anche e forse soprattutto, la “benedizione” logistica degli Usa. Il presidente Obama, in particolare, si impegna, come si legge in una nota ufficiale della Casa Bianca, a creare un’unità di affiancamento dell’intelligence alle azioni militari.

Insomma, proprio come avrebbero fatto gli Usa, l’Arabia Saudita a mezzanotte del 26 marzo ha lanciato l’attacco ai ribelli dello Yemen, ponendosi a capo di una coalizione di Paesi arabi, che comprende la Giordania e gli altri Stati, eccettuato l’Oman, che, con i sauditi, fanno parte del Consiglio di Cooperazione del Golfo (associazione delle monarchie dei Paesi del Golfo a più alta ricchezza petroliera), e cioè Emirati Arabi, BahreinQatar e Kuwait. Un attacco aereo, come quello contro l’Isis in Iraq a cui la monarchia di Riad ha partecipato, proprio al fianco degli Stati Uniti, sin dalla prima ora. 

Adesso il nemico ha un altro nome: sono gli Huthi, ribelli sciiti sostenitori dell’ex presidente Abdullah Saleh, ritiratosi nel 2012 proprio per le pressioni del Consiglio di Cooperazione, ma i loro alleati e modelli sono presenze note, al-Qaeda e, naturalmente, Isis.

I sauditi, capifila della lotta contro di essi con cento aerei da caccia, ma anche centocinquanta soldati e unità navali, affiancati dagli alleati combattono, invece, per difendere la posizione dell’attuale presidente, l'ex militare Mansur Hadi, successore di Saleh, costretto alle dimissioni dai ribelli lo scorso 20 gennaio e da allora protagonista, in contrapposizione proprio a Saleh, di una guerra civile che sta avendo un’escalation divampante.

Secondo al Arabiya, che cita un comunicato congiunto delle forze alleate, l’Arabia Saudita e gli altri membri della coalizione hanno già colpito numerose postazioni dei ribelli. Intanto l’esercito yemenita fedele ad Hadi riconquista Aden, la città che il presidente aveva proclamato sua capitale dopo l'abbandono di Sana'a. Soltanto ventiquattr’ore prima Aden era caduta nelle mani degli Huthi, e al loro sopraggiungere, così sembra, Hadi era fuggito, in direzione di Gibuti. Sulla testa, infatti, i ribelli hanno posto una taglia.  

Il governo di Teheran ha ufficialmente disapprovato l'azione militare portata avanti da Arabia Saudita e alleati. 
 

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