Cile: alluvione infinito nel nord del paese

Oltre cento ancora i dispersi, mobilitazione internazionale in aiuto

pubblicato il 05/04/2015 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino
Courtesy Emergenza24

25 morti, oltre 100 dispersi, quasi tremila sfollati: questi i numeri, parziali, dell'emergenza ancora in corso nel nord del Cile a dieci giorni dall'alluvione che lo ha colpito.


Una catastrofe, quella cilena, che ha colpito profondamente le regioni settentrionali di Antofagasta, Atacama e Coquinbo che a distanza di dieci giorni stanno ancora faticando a ritrovare anche una minima parvenza di normalità.

Fango, melma, immondizia, suppellettili distrutte ingombrano ancora moltissime vie di comunicazione, rendendo difficile non solo raggiungere le località disastrate ma complicando il lavoro dei soccorritori e creando una pericolosa situazione infettiva, che i sanitari stanno faticando ad arginare sottoponendo la popolazione a vaccinazioni contro epatite e tetano.

A fronteggiare quello che è considerato l'alluvione più grave che ha colpito il Cile negli ultimi cento anni la mobilitazione di tutto il paese e del continente sudamericano: una catena di solidarietà, identificata sul web con l'hashtag #FuerzaNortedeChile che raccoglie notizie, informazioni e richieste di aiuto per le regioni sconvolte.

Uno sforzo popolare e collettivo che vede in prima linea tutto il Sudamerica e personaggi famosi, come l'attore Antonio Banderas ma anche gli stessi governi, che hanno inviato personale di soccorso e aiuti.

Una tragedia, spesso ignorata dai media mondiali, che vede all'opera senza sosta la macchina dei soccorsi tra mille difficoltà: un tributo particolare ai Bomberos de Chile, che da tutto il paese stanno continuando a inviare uomini e mezzi, che insieme ai Carabineros de Chile  e ai volontari della Difesa Civile hanno fatto numerosi salvataggi e si occupano della popolazione stremata.

Non mancano episodi di sciacallaggio, nonostante l'invio di militari dell'Esercito e della Marina cilena per il soccorso e l'ordine pubblico, sia per veri e propri furti sia per i prezzi di attrezzature e generi alimentari “ritoccati” da imprenditori senza scrupoli, come riportano alcuni blog cileni.

Nonostante tutto la “resurrezione”, come è stata ribattezzata oggi nel giorno della Pasqua, và avanti con la forza e l'orgoglio di un paese che non si ferma.

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