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Isis: “Combattenti tunisini, in Libia!”

In Spagna arrestati dieci terroristi

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“I want you”. Il nuovo video dell’Isis, circolato in rete l’8 aprile, è un messaggio di reclutamento per i fratelli tunisini, balzati “meritatamente” agli onori delle cronache (e all’attenzione della multinazionale del terrore) dopo l’attentato al museo del Bardo a Tunisi.

In tre minuti di immagini “motivazionali” (tra cui quelle dell’attentato senza vittime all’ambasciata iraniana a Tripoli, nel febbraio scorso), gli abili registi del Califfato tentano di convincere i jihadisti tunisini  ad aggregarsi ai loro compagni in Libia, in modo che, in seguito, si possa anche liberare la Tunisia “dalla tirannia” degli infedeli.

Fino ad ora bisogna dire che l’opera di video-proselitismo messa in atto dai seguaci di al-Baghdadi ha dato frutti più che soddisfacenti: a parte gli attentati, andati a segno o meno, delle cellule islamiste sparse nel Vecchio Continente, si deve anche registrare il difficile lavoro di arginamento che la polizia turca, nelle ultime settimane, è stata costretta ad effettuare al confine con la Siria nei confronti di decine di persone, provenienti dall’Estremo Oriente (si parla di quindici cinesi) e da altre aree asiatiche: tutte erano intenzionate ad ingrossare le file dello Stato islamico.   

E per tornare all’Europa, intanto, parliamo più precisamente della Catalogna, la polizia ha arrestato dieci persone sospettate di avere legami con l’Isis e attività di matrice jihadista. Gli arresti sono scattati in cinque città della regione autonoma spagnola, tra cui Barcellona. Si è trattato di una maxiretata, col coordinamento della Corte nazionale di Madrid e l’impegno di circa quattrocento agenti, che hanno effettuato una serie di tredici perquisizioni su tutto il territorio regionale. Indubbiamente, la più poderosa operazione anti-terrorismo islamico mai vista in Catalogna.

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