Mogadiscio, attacco di al-Shebab

Colpito ministero dell’Istruzione

pubblicato il 16/04/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Mogadiscio - Arco di Umberto I

A immediato ridosso dell’Isis e di Boko Haram, il terzo pericolo globale del terrorismo islamico è diventato al-Shebab o al-Shabaab, il più grande gruppo jihadista somalo.

Neanche una settimana dopo la strage biblica al campus universitario di Garissa, in Kenya (circa centoquarantotto morti), martedì 14 aprile i fondamentalisti del Corno d’Africa (tra di loro si conoscono semplicemente come “i Giovani”, e i giovani, si sa, amano viaggiare, sconfinare) tornano a farsi sentire, ma stavolta in casa loro, in Somalia, con un attentato contro un palazzo ministeriale di Mogadiscio. Colpita la sede del ministero della Pubblica Istruzione. Ė il governo stesso della Somalia ad essere sotto attacco. Oltre che la polizia, naturalmente.

Ed è proprio una testimonianza diretta delle forze dell’ordine di Mogadiscio ad aiutarci a ricostruire la dinamica dell’attentato: “Una macchina imbottita di esplosivo si è scagliata contro l’ingresso del ministero dell’Istruzione di Mogadiscio, aprendo così la strada ad uomini armati. L’edificio si è quindi trasformato in un teatro di battaglia”.

Un vero e proprio “ariete-kamikaze”, che ha consentito ai miliziani, un commando formato da undici assalitori, di sfondare la porta d’ingresso del ministero e agevolare la loro irruzione all’interno di esso. 
Il bilancio delle vittime è cresciuto nell’arco di poche ore: dalle sette vittime di cui parlavano le agenzie che hanno battuto per prime le notizie, si è arrivati a undici nel corso del pomeriggio e della sera. I terroristi non hanno mancato, naturalmente, di racimolare un ricco bottino umano.  

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