Isis, arresti negli Usa

Arrestate sei persone tra Minnesota e California In prossimità di un attentato

pubblicato il 22/04/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Milizie di al-Shabaab

Il Califfato è già arrivato negli Usa?

Se così fosse, avrebbe superato al Qaeda, che per arrivare nel centro di New York, per via aerea, ci mise quattro anni (calcolando l’agosto 1998 come debutto ufficiale dell’organizzazione di bin Laden in quanto minaccia globale). Ma non è così: al-Baghdadi e i suoi non sono riusciti ad arrivare, in meno di due anni, al cuore dell’Impero del Male. Però aumenta il numero dei loro simpatizzanti, nel territorio della Confederazione.

Lo prova la retata dell’Fbi che, tra il 19 e il 20 aprile, ha condotto all’arresto di sei persone, aspiranti emuli a stelle e strisce dei miliziani dello Stato Islamico, in Minnesota e in California. Più nel dettaglio, tre terroristi (o aspiranti tali) sono stati stati fermati nella città di Minneapolis (Minnesota), gli altri tre a  San Diego (California). Ne ha dato notizia la Cnn. Le manette sono scattate al culmine di un’operazione di monitoraggio anti-terrorismo.

Una piccola cellula sgominata, fortunatamente, in tempo: fonti della polizia confermano che gli attentati a cui stavano lavorando non erano proprio alle porte.
In una conferenza stampa congiunta, le autorità di polizia degli Stati teatro degli arresti e l’Fbi  hanno posto l’accento sul fatto che in Minnesota la situazione era sotto osservazione già da tempo: dal 2007, infatti, più di ventidue cittadini di quello Stato, di origine somala, si sono spostati dagli Usa alla Somalia per aggregarsi ad al-Shabaab, la milizia qaedista nata nel 2006. In tempi più recenti, poi, altri cittadini, in questo caso di origine mediorientale, sono andati in Siria a combattere sottto la bandiera dell’Isis, e nel nome di al-Baghdadi uno di loro è anche morto.

Quindi non stupisce il fatto che i foreign fighters arrestati in Minnesota fossero già familiari alle forze dell’ordine: erano gli stessi tre che, a dicembre dello scorso anno, furono fermati mentre tentavano di imbarcarsi verso Istanbul all’aeroporto di New York.

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