Arabia Saudita, cambio di erede

Un nipote nuovo principe ereditario

pubblicato il 30/04/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Muqrin bin Abdulaziz Al Saud

Probabilmente è un’utopia pensare che a Riad, all’ombra del trono wahhabita, si potrà mai imporre un sistema simile a quello dei principi adottivi nell’epoca più illuminata dell’impero di Roma.

Che abbia meriti o meno, che possa vantare capacità politiche e militari spiccate oppure no, alla fine l’erede al trono deve pur sempre appartenere alla famiglia reale,  la casa di Sa’ud. È vero che nel 2006 l’ormai defunto re ‘Abd Allāh istituì un “consiglio di transizione”, sorta di vero e proprio senato per gestire l’eventualità in cui tanto il sovrano quanto l’erede siano impossibilitati a governare (uno scenario che comunque appare remoto), ma lo è altrettanto che all’interno di quell’organo siedono, sin dalla sua fondazione, molti membri della casa reale. Dunque, che si tratti di un re titolare o di un collegio di reggenza, a quelle latitudini, alla fine, il governo è sempre una questione di famiglia.

Il 29 aprile re Salmān ‘Abd al ‘Aziz,  sul trono saudita dal 23 gennaio, si è trovato per la prima volta a dover sostituire il suo principe ereditario: un’esperienza, a cui il  suo predecessore ‘Abd Allāh era diventato un vero abbonato, avendo dovuto cambiare ben tre eredi, incluso colui che poi sarebbe diventato suo successore. Comunque, per ‘Abd al ‘Aziz è stata una fortuna che Sultān e poi Nāyef siano morti, altrimenti lui non avrebbe mai potuto diventare principe ereditario e quindi re.

Nel caso di Moqren (o Muqrin) Abdul Aziz, però, la sostituzione non è stata determinata da avvenuto decesso né tantomeno da problemi di salute del suddetto; il re ha voluto, anzi, venire incontro alla volontà dello stesso Moqren, che desiderava in realtà spogliarsi di quella carica. Si tratta di una situazione senza precedenti nella storia saudita, che è stata però risolta in modo del tutto tradizionale: per un fratellastro, cioè Muqrin, che se ne va, c’è un nipote che viene. Si tratta di Mohammed bin Nayef, ministro dell’Interno.

Il Principe della Corona dell’Arabia Saudita, nel momento in cui diventa tale, assume anche la carica di Vice custode delle due Sante Moschee (Mecca e Medina): il custode titolare, naturalmente, è il sovrano in persona.

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