Isis: in Inghilterra si teme un attacco chimico mentre l'Ondus ridimensiona i dati

Non sarebbero 400 i morti di Palmira mentre 55mila sarebbero gli esuli

pubblicato il 25/05/2015 in Dal Mondo da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo
Milizie dell'Isis

GRAN BRETAGNA – Cresce la minaccia di un attacco con armi chimiche da parte dei jihadisti dell’Isis. Non a caso il Times, autorevole quotidiano inglese, ha aperto questa mattina citando alcuni esperti di sicurezza i quali affermano che alcuni combattenti potrebbero tornare dalla Siria o dall’Iraq per sferrare un attacco chimico. A quanto pare potrebbero essere usate bombe al cloro vista la facilità con cui si può reperire questa sostanza nel Regno Unito.

Mentre cresce la paura tra i sudditi di sua Maestà, l’Ondus (Osservatorio Nazionale dei Diritti Umani) tende a ridimensionare il bilancio delle vittime mietute dall’Isis. Secondo i dati forniti sarebbero 67 i morti, tra i quali risulterebbero esserci 12 donne e 14 bambini tra i condannati a morte a Palmira 12 giorni fa.
Tali dati sono giunti nel corso della notte in seguito alle dichiarazioni di una Tv Siriana che aveva addirittura parlato di 400 civili uccisi, per la maggioranza donne e bambini. Al contrario sarebbero stati giustiziati soprattutto soldati, miliziani filo-governativi e presunti informatori del regime. Altri 600 militari, di cui non si conosce il destino, invece sarebbero stati fatti prigionieri dallo Stato Islamico.

Tuttavia l’Ondus non riferisce i suoi dati solo a Palmira - facendo apparire i dati forniti ieri ancor meno credibili -, al contrario avrebbe considerato anche la regione circostante a partire da 30 chilometri Est dove, dalla cittadina di Al Sukhna, sarebbe partita l’offensiva dei combattenti musulmani e alla successiva conquista della città-oasi.
Sempre l’Ondus, che ricordiamo essere una organizzazione non governativa, parla anche di civili uccisi con l’accusa di aver nascosto, nelle loro case, membri del regime ricercati dall’Isis.

Intanto però continua l’esodo della popolazione. Infatti l’Onu parla di circa 55mila persone che si trovano in fuga da Ramadi, in seguito alla conquista Isis dello scorso 17 maggio. La maggioranza di questi sta cercando di raggiungere Baghdad e durante il percorso l’Onu, attraverso determinate agenzie, cerca di distribuire quanti più ‘dignity kit’, un contenitore con prodotti per l’igiene di base considerato anche che tra gli esuli risultano esserci ben 9mila famiglie.

Ancora un dato preoccupante quello reso noto dall’Ansa. Infatti a quanto pare da un sondaggio della tv Al Jazeera è emerso che un buon 80% degli internauti che frequentano il sito della televisione si dichiari essere a favore delle conquiste ottenuto dallo Stato Islamico in Iraq e Siria.

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