Sierra Leone, torna Ebola

Due nuovi casi accertati e segnalati nella capitale Freetown

pubblicato il 25/06/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Una strada di Freetown (Sierra Leone)

Freetown: città libera, ma non dall’Ebola.

Mercoledì 24 giugno nella capitale della Sierra Leone sono stati infatti resi noti due nuovi casi di persone che hanno contratto la “peste dell’Africa centroccidentale”; si rompe, così, la tregua apparente durata qualche mese. Il Grande Terrore torna di attualità. 

Virus free”, così era stata dichiarata Freetwon non molto tempo fa. E ci si era addirittura spinti a chiudere gli spazi di quarantena, come confermato dal Centro Nazionale Ebola del Paese. All’inizio dell’estate, quasi a un anno di distanza da quando l’orrore epidemiologico iniziò, la realtà è però diversa: e le autorità sanitarie temono ulteriori contagi, dal momento che, come riferisce la Bbc online, le due nuove, ultime vicende legate al flagello virale hanno per sfondo un’area assai popolata: Magazine,  slum (come a dire quartiere periferico, disastrato, in una parola una baraccopoli) della capitale.

La Sierra Leone riprecipita, dunque, nuovamente nella disperazione dopo aver assaporato appena un sentore di ripresa.

La tranquillità del post-trauma, invece, sembra ancora reggere nella vicina Liberia, almeno fino a questo momento: a Monrovia e nel resto del Paese dal mese scorso non si segnalano altre storie di vittime o infetti dall’ebola. Un quadro di sostanziale calma si registra anche nel terzo vertice del “triangolo della morte”, la Guinea, dove però, sempre il mese scorso, ha fatto discutere una vicenda di cronaca dalle tinte assai macabre: sei persone, appartenenti alla stessa famiglia, sono state arrestate e poste in isolamento con l’accusa di aver viaggiato, in auto, col cadavere di un parente morto di ebola.        

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