Isis, armi chimiche contro i curdi?

Accuse da parte americana

pubblicato il 16/08/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Anche l'Isis dispone di armi chimiche

Anche tra le file dell’Isis si nasconde un Alì il chimico (o più di uno)?

La domanda gira in questi giorni nei corridoi del Pentagono, e il Wall Street Journal si incarica di renderla pubblica. A mettere la “mosca al naso” ai vertici del Dipartimento della Difesa Usa, che stanno per aprire un’inchiesta, sarebbero state in realtà le accuse del ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Leyen, che nelle scorse settimane aveva denunciato le modalità “sospette” con cui gli uomini di al-Baghdadi avrebbero avuto ragione dei curdi nell’ennesimo scontro presso Erbil, più precisamente a Makhmour, quaranta chilometri a sudovest della precedente (sesto settore del fronte curdo). La ragione di ciò è la seguente: sono i militari tedeschi che, in quella zona, nell’ambito della coalizione internazionale anti-Isis, addestrano i peshmerga.  

Sul banco degli imputati l’impiego dell’iprite. Anche conosciuta come gas mostarda, per via del suo odore simile al condimento fatto di senape e mosto (o polpa di frutta); un po’ come il cianuro che sa di mandorle. E, come una sorta di “visione del volto di Medusa” tradotto sul piano olfattivo, nel momento stesso in cui se ne ha contezza organolettica si muore, o quasi. L’iprite, in modo particolare, è in grado di causare danni irreversibili alla cute, alla vista, all’apparato ematopoietico e a quello respiratorio. Dà la morte causando leucopenia (un abbattimento brusco e inarrestabile delle cellule del sangue) ma anche attraverso le lesioni cutanee, e il disfacimento del tessuto polmonare.

E, stando alle testimonianze dei consulenti e addestratori dei combattenti curdi, rimasti vicini al teatro degli scontri ma senza impegnarsi in prima linea,  molti dei reduci feriti della battaglia (circa una sessantina) presentavano proprio quelle tracce di deterioramento cutaneo e quei problemi respiratori tipici dell’esposizione ad iprite.  

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