Egitto, varata nuova legge antiterrorismo

Misure più dure contro estremisti

pubblicato il 20/08/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Il generale Abd al-Fattah al-Sisi, presidente egiziano

Contrordine, all'ombra delle Piramidi: non c’è solo il raddoppio del Canale di Suez a consegnare un posto alla presidenza di Abd al-Fattah al-Sisi. 

Ad essa si aggiunge infatti una legge anti-terrorismo nuova di zecca, e rigorosa quanto mai in passato. La legge istituisce tribunali speciali, che si occuperanno esclusivamente degli attentati di matrice integralista. E prevede nuove e più dure pene per i reati classificabili sotto la voce “terrorismo”: quando la nuova normativa sarà a pieno regime, si andrà da un minimo di cinque anni di carcere fino al “massimo dei massimi“, la condanna a morte.

Ma la vera novità contenuta nel testo la cui ratifica presidenziale è avvenuta subito dopo Ferragosto (ne ha dato notizia lunedì 17 il sito quotidiano Al-Ahram) è certamente  l’introduzione del reato di incitamento al terrorismo attraverso il web: chi sarà trovato colpevole di questo potrà essere condannato al carcere per un periodo che oscilla tra i cinque e i sette anni

Una legge autoritaria a 360°, tanto da non aver paura di correre il rischio di rasentare la censura per la stampa: ai giornalisti, infatti, qualora contraddiranno il governo nella versione ufficiale su fatti di terrorismo, saranno comminate multe salate, più precisamente dalle duecentomila alle cinquecentomila lire egiziane (una somma che si aggira tra i ventitremila e i cinquantottomila euro).

In fase di elaborazione della legge si era pensato a due anni di carcere (articolo 33 del testo), ma in seguito la pena detentiva  è stata sostituita con quella pecuniaria.

 


 

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