Palmira, distrutto tempio Bel: Onu conferma

Ennesimo archeo-gioiello abbattuto da Isis

pubblicato il 02/09/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Il tempio di Bel, quando era ancora meta turistica

Prima la notizia, poi la smentita, poi la smentita della smentita: anche il tempio di Bel (variante grafico-fonetica di Baal), altro ineguagliabile tesoro palmireno, fa parte del turismo della memoria.

Con un po’ di cinico romanticismo ci sembra quasi di vederli, i miliziani dell’Isis, con le ruspe e le tavolette cerate, su cui mettono una crocetta per ogni capolavoro archeologico demolito; e, nel frattempo, gli uomini della coalizione internazionale anti-Califfato, nelle loro oscure e sotterranee stanze affaccendati a calcolare come abbattere in modo chirurgico i leader al-baghdadiani, non si degnano di dare uno sguardo fuori, anche solo fugace, per rendersi conto dello sfacelo che, a questo punto è lecito sospettare, non rientra  nei loro programmi fermare. 

Confermiamo la distruzione dell’edificio principale del Tempio, come anche della fila di colonne”: con questo succinto, amarissimo comunicato l’Istituto Onu per la formazione e la ricerca è stato costretto, la mattina di martedì, a mettere la parola fine, una volta per tutte, sulla sorte del tempio di Bel. Che è la stessa del tempio di Baal Shamin, come annunciato una prima volta ai miliziani domenica.

Poi, però, c’era stato il contrordine che aveva riempito di entusiasmo, e di speranza, i cuori di tutti gli appassionati di archeologia del mondo. “Nonostante la dinamite dei miliziani, il tempio è ancora in piedi, le colonne frontali e la sua struttura interna non appaiono danneggiati”, aveva detto il direttore delle Antichità siriane, Maamoun Abdulkarim, che però precisava come fosse impossibile per gli esperti avvicinarsi al sito e verificare la reale entità dei fatti. Dunque le sue parole non riflettevano una testimonianza diretta: non ha, quindi, potuto vedere con i suoi occhi quelle che, poche ore dopo, nuove evidenze fotografiche  documentavano in aperta sconfessione delle sue parole.

A noi non resta che delineare un breve ricordo dell’ennesima aedes che se ne va per sempre. Consacrato nel 32 d.C.  (dunque era un po’ più vecchio di quello di Baal Shamin), il tempio di Bel, divenuto chiesa in età bizantina e moschea in età araba, era dedicato alla massima divinità fenicia, Baal, dio della tempesta e per questo assimilato a Zeus. Si trattava in realtà della seconda versione di un luogo di culto edificato in epoca ellenistica (seleucide), a cui poi si sovrappose quello di epoca romana, destinato a rimanere intatto per circa duemila anni. Fino a quando, cioè, non ha incontrato la furia cieca e distruttrice dell’Isis.

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