California, the Big Fire di fine estate

Evacuata un’intera cittadina

pubblicato il 15/09/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
La California continua ad esere devastata dagli incendi

California, la solita storia: ogni estate il paradiso degli Stati Uniti diventa un inferno di fuoco e fiamme.

L’emergenza-incendi non ha risparmiato neppure quella del 2015: ne sanno qualcosa i poveri abitanti di San Andreas, un paesino di duemilasettecento anime a cento chilometri a sud-est della capitale Sacramento. Tutti, ma proprio tutti gli abitanti del piccolo centro sono stati raggiunti nel fine settimana da un’ordine di evacuazione immediata, a causa di un incendio di proporzioni spaventose, che è in corso da martedì 8 settembre e ha già distrutto sessantaquattromila acri di terreno (circa una trentina di ettari più quasi diecimila metri quadrati). E ora minaccia seimila abitazioni: per debellarlo sono impegnati millecinquecento vigili del fuoco (a ben guardare quasi la metà della popolazione di San Andreas), con centosettantotto mezzi e sedici elicotteri.

Eppure, nonostante questo faraonico dispiegamento di mezzi, fino a questo momento la minaccia risulta sotto controllo solo per il 5%. Intanto l’incendio cresce a macchia d’olio e “si espande come fosse un pallone”, confessa con toni abbastanza inquietanti Nancy Longmore, portavoce di Cal Fire, il Dipartimento californiano per la Protezione Forestale e la prevenzione degli incendi.

Come prevedibile, il governatore californiano, il democratico Jerry Brown, ha già proclamato lo stato d’emergenza. Quasi tutti gli abitanti di San Andreas, poco manca a dire la totalità, hanno raggiunto (o stanno per raggiungere, il drammatico esodo è in pieno corso di svolgimento) le vicine contee di Calaveras e Amador, poste a sud del paese.

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