Medioriente, disastri a Sanaa e La Mecca

Esplosione nello Yemen, in Arabia Saudita calca assassina

pubblicato il 25/09/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Sanaa -oschea distrutta da un attentato

Moschee off limits in questo periodo di settembre. Fedeli musulmani avvertiti. Che siano attentati terroristici o disastri non determinati da volontà assassine, sono lacrime e sangue tanto nello Yemen quanto in Arabia Saudita.

A Sanaa, capitale yemenita, giovedì 24 settembre un’esplosione si è verificata in una moschea gremita di fedeli, che erano intenti a celebrare con la preghiera la festa del sacrificio, l’Aid al-Adha. Si tratta della moschea di Bilili, non lontano dall’Accademia di polizia della città, zona controllata da ribelli Houthi.  Il primo bilancio delle vittime parla di venticinque morti e diversi feriti, almeno trenta. Secondo alcuni osservatori, l’attentato (dal momento che di azione terroristica si è trattato, un doppio attacco kamikaze stando a quanto dice Al Jazeera) sarebbe una sorta di “regalo di bentornato” al presidente Mansour Hadi, che appena due giorni prima era rientrato nel Paese (più precisamente ad Aden, il suo quartier generale)  dopo un auto-esilio di sei mesi in Arabia Saudita

E proprio in Arabia Saudita, come già riportato abbondantemente sul nostro giornale, quasi nelle stesse ore e sempre nello stesso scenario (la festa del Sacrificio) si è assistito ad un’altra tragedia, stavolta non determinata da ordigni, bensì dall’eccessiva concentrazione di massa umana nello spazio antistante la Moschea di Mina, non molto distante dalla Mecca. Secondo quanto riportato dalle televisioni panarabe Al Jazeera ed Al Arabiya, una “fuga improvvisa” in mezzo alla folla potrebbe essere stata alla base di un disastroso effetto-domino: un moto istintivo di panico, estesosi da un’ala all’altra della folla, avrebbe provocato un fuggi fuggi caotico e devastante privo di controllo e di direzione. Quelli che non si sono fatti contagiare dalla paura, alla fine sarebbero rimasti schiacciati dalla foga degli altri fedeli in corsa. Centocinquanta morti che, di ora in ora, sono diventati trecento e poi settecento: neppure un banda di al-qaedani, forse, avrebbe saputo fare meglio. 

 

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