Usa, al via primarie democratici

Primo dibattito tra candidati

pubblicato il 14/10/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Bernie Sanders

“More. Potete fare di più.“

Con questo messaggio-esortazione di Barack Obama  sono ufficialmente partite ieri, al Wynn Hotel di Las Vegas, le primarie del Partito Democratico americano, con il primo dei sei dibattiti previsti prima che siano finalmente gli elettori ad entrare in scena. Apertura con l’esecuzione dell’inno nazionale; poi il “ring” è stato tutto per Hillary Clinton, Bernie Sanders, Lincoln Chafee, Martin O’Malley e Jim Webb.

Il Fatto quotidiano dà conto di un sondaggio pubblicato dalla Cbs sui cinque candidati a poche ore dal tele-match, andato in onda in simultanea sulla Cnn e su Facebook. Questi i dati: alla Clinton va il 46% delle preferenze, a Sanders, considerato la vera rivelazione delle ultime settimane, solo il 19%,  mentre Chafee, O’Malley e Webb non vanno oltre il 6%, e tutti insieme. C’è da dire che per quanto riguarda Sanders questi numeri non sono la prova di una brusca controtendenza rispetto ai rumors della vigilia: la verità è che fin dall’inizio era cosa nota che la forza del senatore del Vermont  sta nel suo essere un candidato "di nicchia", con una fortissima presa sull’elettorato over 50, che in pratica è nelle sue mani, ma destinato a ridimensionarsi su un campione più generale.

Il problema della Clinton, va ribadito, è vedere quali contraccolpi in effetti avrà il mail-gate al momento in cui gli americani, materialmente, deporranno il proprio voto. Se ce ne saranno, potrebbe essere proprio Sanders, da homo rectus ac probus a giovarsene (dopo otto anni di change obamiano anche gli elettori più giovani potrebbero convincersi a indirizzarsi su un buon “nonno d’America”, che comunque ideologicamente è sempre stato più a sinistra di Obama: un effetto-Corbyn oltre-Oceano, più o meno). Senza dimenticare Joe Biden, non-candidato eccellente: il vicepresidente Usa, pur non essendo in corsa, per il 16% degli americani sarebbe degno di aspirare alla Stanza Ovale. Questo 16%, come si può immaginare, per il futuro vorrebbe una continuità con la linea politica dell’Amministrazione attuale.    

Spettatore per nulla disinteressato del primo show delle primarie democratiche anche un big della parte contrapposta, quella repubblicana: parliamo di Donald Trump, che su Twitter si è lasciato andare, a beneficio dei suoi fans, a un commento sulla serata, per nulla benevolo: “Si sente la mancanza di una star stasera sul palco”. Come a dire di un Trump che fa la sua battaglia-spettacolo per l’Asinello.

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