Usa, reputazione social vale visto d’ingresso

Lo riferisce Wall Street Journal

pubblicato il 17/12/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Tashfeen Malik e Syed Farouk, autori della strage di San Bernardino

Facebook examination.

Quando si dice l’importanza socio-politica, sempre più crescente, dei social network.  Negli Stati Uniti infatti, il visto d’ingresso agli stranieri potrebbe essere rilasciato d’ora innanzi sulla base di una valutazione accurata dei profili social (Facebook. Twitter, Linkedin e chi più ne ha più ne metta) del richiedente. Attualmente una simile misura è, come ha scritto il Wall Street Journal il 15 dicembre, allo studio dell’amministrazione Obama.

Una mossa che, almeno nelle intenzioni, era già stata anticipata dal Dipartimento della sicurezza nazionale, che in effetti consigliava di fare controlli più assidui sulle reti sociali già all’indomani della strage di San Bernardino, quella in cui, il 2 dicembre scorso, nella città californiana, capoluogo dell’omonima contea,  un assalto armato compiuto da due simpatizzanti pakistani dell’Isis, marito e moglie, provocò una strage in un centro per disabili (14 persone morte).

Sia Tashfeen Malik che il marito Syed Farouk erano molto attivi sul network zuckerbergiano. La donna era in possesso di un visto che, generalmente, viene riconosciuto a futuri coniugi di cittadini Usa.

Diciamo controlli più assidui perché, in realtà, le ispezioni sui profili social sono già una pratica utilizzata, ma in modo saltuario. Attualmente sono eseguite, in maniera del tutto sperimentale, come test di un programma partito proprio nel corso dell’anno in svolgimento (e in ogni caso, prima del grave fatto di sangue californiano).
 

 

 

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