Allarme della Cgia: Entro fine mese probabile aumento tasse per 1,4 miliardi

Se non arrivano provvedimenti rischio che dal primo ottobre aumentino carburanti, Irap e Ires

pubblicato il 05/09/2015 in Economia da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Che la  Cgia (Associazione Artigiani piccole Imprese) di Mestre stia cercando di far capire che la coperta è corta? L'associazione infatti lancia l’allarme: “Se entro la fine del mese non arriveranno provvedimenti di legge con cui sterilizzare le clausole di salvaguardia il rischio è che, dal primo ottobre, possano scattare i previsti aumenti delle accise sui carburanti e sugli acconti di novembre di Irap e Ires sulle imprese da 1,4 miliardi di euro.

Il governo deve insomma reperire  i soldi che non si avranno togliendo le tasse sulla prima casa. “l’esecutivo dovrà individuare entro la fine di quest’anno, dove poter reperire i miliardi necessari probabilmente con la prossima legge di Stabilità", dice Paolo Zabeo degli artigiani di Mestre che analizza gli annunci fiscali del governo. “Bene dunque "togliere le tasse sulla prima casa" ma è anche "necessario essere chiari e dire dove si troveranno le coperture per scongiurare l’aumento dell’Iva, delle accise e degli acconti Irap/Ires, per abolire la Tasi ed eventualmente anche l’Imu sull’abitazione principale e, infine, per scongiurare la riduzione delle detrazioni e deduzioni fiscali”.

La prima clausola di salvaguardia scadrà  il prossimo 30 settembre, e ha un impatto  per 728 milioni di euro ed è stata introdotta qualche mese fa a dopo che la Ue ha negato l’estensione del “Reverse charge” alla grande distribuzione (misura prevista con la legge di Stabilità 2015); la seconda clausola  pesa per 671 milioni di euro e  risale invece al governo Letta dell’agosto del 2013 quando

Il governo confermò l’abolizione della prima rata dell’Imu del 2013, ridusse le previsioni di spesa e fece ricorso per ragioni di copertura al gettito incassato dalla sanatoria accordata ai concessionari dei giochi e al maggior gettito Iva generato dal pagamento dei debiti pregressi della Pa.
Da queste due misure si aspettavano  1,52 miliardi ma entrarono solo  880 milioni di euro . Per reperire la differenza  fu introdotta una clausola di salvaguardia che disponeva l’aumento gli acconti Ires e Irap di 1,5 punti percentuali e l’aumento delle accise al 1 gennaio 2015, per un importo complessivo di 671,1 milioni di euro. Aumento che non ebbe luogo poiché il Governo Renzi, con il DL 192/2014, recuperò le risorse necessarie .
Adesso  la Cgia, avverte "se le entrate derivanti da questa misura non saranno sufficienti, entro il 30 settembre 2015 scatterà una nuova clausola che aumenterà gli acconti Ires e Irap per il periodo di imposta 2015 e, a partire dal 2016, anche gli importi delle accise.


 

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