Volkswagen: continua, come uno schiacciasassi, lo scandalo delle emissioni

Il gruppo: 'saranno ritirati 11milioni di veicoli'

pubblicato il 29/09/2015 in Economia da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

Continua il calvario dell’azienda automobilistica tedesca Volkswagen che sarà costretta a richiamare fino a 11 milioni di vetture già in circolazione al fine di sostituire il software incriminato di aver falsato i dati delle emissioni di CO. Il neo amministratore delegato Matthias Mueller ha fatto sapere, al termine di un incontro con circa 1.000 top manager dell’azienda, che la campagna comincerà ‘nei prossimi giorni’ e che tutti i possessori dei modelli ‘a rischio’ riceveranno una comunicazione ufficiale.

Quantificare il danno che l’azienda riceverà a causa dello scandalo di tiratura globale è piuttosto difficile, a tal proposito anche il vicedirettore di Bankitalia, Signorini, ha fatto sapere, in una nota, che "all'incertezza presente sui mercati globali si è aggiunta negli ultimi giorni quella connessa con le possibili ripercussioni, difficili da quantificare, del grave scandalo Volkswagen sul settore dell'auto e sulle aspettative degli investitori e dei consumatori".

Restando nel Bel Paese va anche ricordato come sia stata bloccata la vendita di vetture equipaggiate con motori Euro 5 e, per i consumatori, cominciano a delinearsi i presupposti per un’eventuale class action. A parlare di questa eventualità è stato il ministro per le infrastrutture e i trasporti, Delrio che, in merito considera l’azione ‘certamente possibile’.

Inoltre viste le proporzioni dello scandalo anche altre case automobilistiche rischiano di essere coinvolte giacché utilizzano lo stesso ‘defeat devide’ sui loro modelli. A tal proposito si registrano già 700mila vetture a marchio Seat – in base a quanto detto da Bloomberg – il che equivale a circa il 6% delle vetture coinvolte in totale.
Anche un’altra casa tedesca storica come Bmw non se la passa troppo meglio visto e considerato che, soprattutto negli Stati Uniti, i tecnici stanno cominciando ad indagare anche sul conto del marchio bavarese. Inoltre, sempre la Highway Traffic Safety Amministration – l’autorità per la sicurezza stradale a stelle e strisce – sta indagando su circa 30.000 Mini Cooper e Cooper S finite nell’occhio del ciclone per non aver superato i crash test.

Sulla stessa lunghezza d’onda se non in acque peggiori sembra navigare attualmente l’Audi con circa 2,1 milioni di vetture equipaggiate con il software incriminato. Buona parte di questi veicoli si trova attualmente in Europa occidentale (l’Ansa parla di 1,4 milioni di vetture) e i modelli della casa bavarese ‘truccati’ risultano essere A1, A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5.
Dalla tagliola dei controlli per il momento riesce a fuggire solo Mazda i cui propulsori, alimentati a gas o diesel, montati sulle auto risultano essere pienamente in regola.

INTANTO IN GERMANIA - Da Berlino arriva la comunicazione secondo cui il ministero dei Trasporti tedesco fosse completamente all’oscuro del ‘defeat device’ fino al momento in cui lo scandalo è scoppiato. Intanto sempre in Germania è stata aperta un’infagine su ex Ceo. (Fonte Ansa).

L’ufficio automobilistico tedesco (KBA) ha lanciato inoltre un ultimatum a Volkswagen, che prevede il ritiro del libretto di circolazione a tutte le vetture che, entro il prossimo 7 ottobre, avranno ancora a bordo il software incriminato. Inoltre così come Delrio anche la Merkel parla di un’eventuale class action a partire dal 2016 per i consumatori tedeschi.

D’altro canto Mueller ha già promesso una spietata pulizia interna volta a eliminare tutti i trucchi che hanno manomesso l’esito dei diversi test. L’effetto ha già colpito i responsabili dei reparti di ricerca e sviluppo di Audi, Porsche e della stessa Volkwagen, dato che, nel corso delle indagini d’oltreoceano, i risultati delle vetture truccate sembrano essere scaturiti proprio da ingegneri presenti in Europa.

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