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A parlare della Teatroterapia il dottor Tiziano Cerulli

La Teatroterapia è una forma di arteterapia che attraverso un approccio del tutto originale coniuga la pratica teatrale alle teorie psicologiche

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Sta prendendo forma in Italia la Teatroterapia, disciplina che attraverso un approccio originale, coniuga la pratica teatrale alle teorie psicologiche. Si tratta di una forma di arteterapia di gruppo, cui obiettivo principale è quello di creare benessere nelle persone che frequentano i corsi. A parlarne il dottor Tiziano Cerulli laureato in psicologia con Master in Teatroterapia specializzato nella gestione dei gruppi, e docente di teatroterapia presso l’Istituto di Arte Terapie e Scienze Creative di Lecce e Nuoro.

Nasci come artista?
Sì anche perché ho una formazione artistica. Quando mi sono diplomato al liceo artistico, la prima cosa che ho fatto e guardarmi un po’ intorno. Non ho iniziato subito l’università perché comunque in genere chi ha una formazione artistica, o continua con l’accademia delle belle arti, oppure se ha la possibilità economica va a studiare fuori.

Tu cosa hai fatto?
Non avendo queste due possibilità guardandomi attorno ho scoperto per caso il teatro.

Come eri caratterialmente?
Ero patologicamente timido.

Timidezza e teatro fanno un po’ a pugni?
Non proprio.

Cioè?
Iniziai alcune letture di psicologia in cui appresi che tanti attori erano timidi.

Il tuo intento era superare la timidezza?
Il mio obiettivo era superare questa timidezza quindi ho iniziato a fare teatro a livello amatoriale con ottimi risultati.

Ti sei laureato in psicologia?
Sì esattamente.

In che modo sei riuscito a coniugare l’arte con la psicologia?
Mi sono laureato in psicologia e sapevo che la mia tesi di laurea doveva coniugare la mia passione per l’arte con la psicologia. Scoprì che esisteva una disciplina che si chiamava teatroterapia, quindi ho fatto la mia tesi di laurea su questo argomento, e un master in teatroterapia, e ho preso anche una specializzazione post laurea in conduzione del lavoro di gruppo.

Conduci dei laboratori inerenti a questo tema?
Sì conduco dei laboratori e dei percorsi dove utilizzo le tecniche della teatroterapia.

La tua competenza in materia ti porta a essere anche un docente?
Attualmente sono docente di teatroterapia presso l‘Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative di Lecce, e faccio delle docenze anche a Nuoro.

In concreto di cosa ti occupi?
Mi occupo di teatroterapia sia come formatore che come conduttore di percorsi di laboratori, e a breve siccome sono psicologo, eserciterò.

Quindi praticherai la professione di psicologo?
Sì ho intenzione di iscrivermi all’albo per praticare la professione.

Ti occupi della disciplina counseling, spieghi che cosa si intende con questo termine?
Counseling sta per relazione d’aiuto.

Di che cosa si tratta?
Non è né psicoterapia né il lavoro del coaching, ma si trova a metà tra queste due cose. Non cura la patologia, ma aiuta le persone in una situazione problematica a trovare dentro se quali sono quelle risorse per superare un problema, in particolare mi occupo di counseling a mediazione artistica e teatrale, quindi utilizzo delle tecniche artistiche e corporee per aiutare le persone a entrare in contatto con quelle che sono le proprie risorse.

Invece che cos’è la teatroterapia di cui hai parlato?
È una disciplina che coniuga le pratiche del teatro, cioè gli esercizi e le tecniche che l’attore usa nel lavoro su se stesso, con le teorie psicologiche che hanno a che fare con la conoscenza dell’essere umano. Quindi coniugando queste cose nasce questa disciplina che ha la finalità principale di permettere alle persone attraverso gli strumenti del teatro di conoscere se stessi.

Durante le tue lezione poni particolare importanza all’approccio teorico?
L’approccio teorico per me è importante, anche perché a mio avviso le persone quotidianamente interpretano dei ruoli, cioè cambiano gli atteggiamenti a seconda delle situazioni, quindi a lavoro, in famiglia, con gli amici, abbiamo l’illusione di essere sempre noi stessi, in realtà a ben guardare non è così.

Che cosa vuoi dire?
Che l’essere umano medio in genere ha tante parti di se, quindi con la teatroterapia si entra in contatto con queste parti, così come fa l’attore.

Nella teatroterapia quanta importanza date al fattore estetico?
Il fattore estetico non interessa, infatti, non interessa fare uno spettacolo con un prodotto estetico che sia interessante o che sia funzionale, ma è importante il processo, ossia quello che succede alle persone quando fanno il corso, perché si riesce a farli entrare in alcuni personaggi e ciò che evocano in loro.

Il ruolo da interpretare è fondamentale per entrare in contatto con queste parti?
Sì perché il personaggio come mediazione permette di entrare in contatto con delle parti per consapevolizzarle, integrarle e quindi accettarle.

E’ un lavoro di tatto quello che fa il conduttore durante il corso?
Quando si fanno i percorsi di teatroterapia il conduttore, che sia lo psicologo un teatroterapeuta, etc. deve essere molto bravo per aiutare le persone a entrare gradualmente nei personaggi con tutto quel percorso di preparazione, e soprattutto deve capire quando fermarsi o andare avanti, perché le persone sono diverse le une dalle altre, ogni persona ha degli aspetti psicologici diversi.

Qual è l’obiettivo della teatroterapia?
Il benessere. Si lavora sulla stima di se stessi, l’espressività e la comunicazione.

Nei tuoi laboratori hai creato un approccio un po’ diverso ne vuoi parlare?
Ho creato un mio approccio personale chiamato teatroterapia ad orientamento olistico perché integro tecniche orientali, psicologiche e altre tecniche di yoga, quindi utilizzo molto il lavoro sul corpo per liberare da certi blocchi.

Quanto è importante il gruppo in questa disciplina?
È importante perché nel gruppo il primo ostacolo è la vergogna, noi a differenza dei bambini che sono liberi ci giudichiamo, invece nella situazione di gruppo si crea la situazione di non giudizio.

Che clima si avverte?
Un clima di empatia e si diventa creativi, le persone sorridono, sono sciolte, questo permette di fare esperienze molto forti.

Ti vuoi definire con un termine?
Creativo.

Hai una pagina professionale?
Sì Dott. Tiziano Cerulli, in questa pagina ci sono contenuti di psicologia e teatroterapia.

Dove svolgi la tua professione di teatroterapeuta?
A Cagliari presso la palestra Ashram Yoga.

Vuoi dire qualcosa ai lettori?
Fate teatroterapia.

La teatroterapia sta coinvolgendo sempre più persone che vogliono sperimentare questa nuova forma di arteterapia, che sembra essere una disciplina all’insegna dell’originalità e del benessere.

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