Rai, tarallucci e vino in Commissione di Vigilanza. E la Lega si conferma padrona di Viale Mazzini

Le forche caudine per Foa e Salini diventano un tè danzante, mentre il Pd governa il Paese ma continua a essere minoranza alla Rai

pubblicato il 22/04/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Marcello Foa e Fabrizio Salini

Tanto rumore per nulla, direbbe più aulicamente William Shakespeare. Tarallucci e vino, direbbe la fruttivendola al mercato. Ma senz'altro la riunione della Commissione di Vigilanza tenutasi ieri sera 21 aprile Natale di Roma, riunione che avrebbe dovuto sulla carta decretare la disfatta del Presidente Rai Marcello Foa si è risolta in una mera elencazione di problematiche (già note prima d'iniziare) e nell'apposizione del sigillo ufficiale su un'ufficiosa verità: la Lega non governa il Paese ma governa ancora Viale Mazzini.

Eclissato completamente, come avevamo scritto mesi fa, l'Amministratore Delegato Fabrizio Salini che risponde ancora e pedissequamente al suo dante causa Rocco Casalino, ecco che Foa non è stato minimamente intaccato dai tanti strali lanciatigli dal Pd e dal Vicepresidente della Commissione, il pentastellato Primo Di Nicola. Alla gogna è finito invece, oltre al succitato Salini, il direttore del Tg1 Giuseppe Carboni, massacrato dalla Lega in particolar modo sugli ascolti della testata giornalistica dell'Ammiraglia, diventata di fatto la brochure di Luigi Di Maio. Senza contare la denuncia del Segretario della Commissione di Vigilanza Michele Anzaldi relativamente alla "cancellazione" di Italia Viva e di Matteo Renzi dai notiziari Rai (nei quali, a giudicare dai dati portati dall'On. Anzaldi e raccolti dallo Studio Barometro, spopolano invece Matteo Salvini e Forza Italia).

Davide Faraone di Italia Viva e Francesco Verducci del Pd hanno poi sottolineato che in Rai, al momento, non vengono utilizzate tutte le capaci risorse interne - come auspicava l'Ad a ogni piè sospinto - a vantaggio di collaboratori esterni vicini perlopiù alla solita Lega e al M5s. Si pensava soprattutto a Mario Orfeo al quale sarebbe dovuta andare la direzione del Tg3, nomina tuttavia congelata dall'emergenza Coronavirus. Emergenza che ha cristallizzato la situazione pre-lockdown mantenendo privilegi per taluni (Lega e M5s) e penalizzando talaltri (Pd e Italia Viva). Fino a quando dem e renziani tollereranno di essere scavalcati dal Carroccio a Viale Mazzini? Il redde rationem alla Rai è nuovamente posticipato. 

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