"Travaglio primo portavoce di Conte". Michele Anzaldi (Iv) si difende dagli attacchi del Fatto Quotidiano

Sul Riformista il Segretario della Vigilanza Rai risponde alle accuse di essere il "cecchino di Renzi" contro il governo Conte. "Fatto Quotidiano house organ del potere".

pubblicato il 22/04/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti

Il Riformista e il suo direttore Piero Sansonetti sono stati protagonisti nei giorni scorsi di una diatriba a dir poco infuocata con il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. La testata di Sansonetti oggi dà invece spazio al deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, nonché Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, accusato dal FQ di essere un "cecchino che spara dove gli dice il capo", alias Matteo Renzi, e di asserire tutto e il contrario di tutto pur di attaccare il Governo Conte. 

Nell'ambito dell'intervista di Francesco Lo Dico, l'On. Anzaldi si difende dalle accuse di cui sopra, sostenendo che: "Ormai la metamorfosi del ‘Fatto quotidiano’ da giornale di inchieste e di opposizione a quotidiano dell’attuale potere, un vero e proprio alfiere di Conte e di palazzo Chigi, è sotto gli occhi di tutti. Travaglio è diventato il primo portavoce del presidente del Consiglio, peraltro ricambiato come abbiamo visto con la nomina di una componente del Cda del Fatto addirittura a presidente dell’Eni, apparentemente senza alcuna esperienza in materia. Dispiace, però, che pur di difendere Conte e attaccare il sottoscritto sia state riportate palesi bufale, ai limiti della disonestà intellettuale”.

Il Segretario della Vigilanza Rai ricorda i suoi sette anni di battaglie "sempre documentate carte alla mano" aggiungendo: "Se ho sbagliato o ho avuto ragione, l’ho fatto da solo. D’altronde quando ho ravvisato elementi per attaccare la gestione della Rai l’ho fatto indipendentemente dall’essere maggioranza o opposizione. Quando c’era Renzi a Palazzo Chigi, anzi, di rado ho trovato sostegno pubblico dal partito, addirittura una volta i capigruppo hanno fatto una nota per prendere le distanze da me. Quando presentai un esposto per il sistematico danneggiamento di Renzi al Tg3, dovetti trovarmi da solo un avvocato, il partito non mi diede alcun aiuto”.

L'On. Anzaldi giudica legittimo criticare la comunicazione di Palazzo Chigi, criticando l'uso dei "messaggi alla nazione" del Presidente Conte e argomentando che: "Introdursi nelle case degli italiani la sera, interrompendo la normale programmazione e facendo partire le edizioni straordinarie dei tg, è un gesto forte, che mina la serenità dei cittadini [...] Alla fine uno strumento così importante, che nessun premier aveva usato negli ultimi decenni, è stato delegittimato, con il capolavoro di farlo diventare comizio da teatrino politico".

Sulla questione Rai, per concludere, Michele Anzaldi torna su una questione da noi ampiamente dibattuta (clicca qui per leggere), ovvero la discrepanza tra maggioranza istituzionale e rapporti di forza a Viale Mazzini, dove la Lega risulta ancora egemone. “Foa e Salini sono stati nominati da Salvini, Conte e Di Maio, ovvero i tre leader che ancora oggi continuano ad avere più spazio di tutti nell’informazione Rai, con punte ed episodi davvero imbarazzanti, basti vedere i sonori di Di Maio ogni sera da una diversa pista di aeroporto. Insomma, il Governo gialloverde è stato archiviato ovunque tranne che in Rai, dove ancora comandano i vecchi vicepremier". 

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