Rai, Lega e Salvini in caduta libera nei sondaggi ma a Viale Mazzini regnano ancora sovrani

La rilevazione di Pagnoncelli dà il Carroccio e il suo leader in calo progressivo, mentre alla Rai sono a tutt'oggi egemoni

pubblicato il 26/04/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Fabrizio Salini e Marcello Foa

La Lega e Salvini perdono inesorabilmente terreno, almeno secondo l'ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli pubblicato dal Corriere della Sera. Il Carroccio, pur mantenendosi al primo posto con il 25,4%, perde il 5,7% rispetto alla precedente rilevazione finisce sotto il 30% come nel maggio 2018; distaccato di poco (rispetto a qualche mese fa), al secondo posto si assesta invece Il Pd con il suo 21,3% guadagnando lo 0.7%. Quanto al consenso dei leader e degli esponenti politici, Matteo Salvini, dal canto suo, con il suo 31% di preferenze perde ben otto punti e due posizioni in classifica e si piazza sotto il Ministro della Salute Roberto Speranza (37), Giorgia Meloni (35) e Dario Franceschini (34) e con un solo punto sopra Nicola Zingaretti (30). 

Avendo il Carroccio lasciato Palazzo Chigi nell'agosto 2019, sostituito nella maggioranza dal Pd, si penserebbe che in Rai che - per dirla con l'ex direttrice della Prima Rete Teresa De Santis - ha come "editore" il Governo, la Lega fosse ormai in minoranza. E invece il Presidente Marcello Foa regna sovrano (anche a discapito dell'Ad Fabrizio Salini in quota M5s) e sembra non vi sia modo di smuoverlo, malgrado i vari tentativi di sfiducia promossi dai Consiglieri di Amministrazione Rita Borioni e Riccardo Laganà e da alcuni vertici della Commissione di Vigilanza Rai, quali Primo Di Nicola (M5s) e Michele Anzaldi (Pd). 

Il lockdown e l'emergenza Coronavirus hanno contribuito a cristallizzare lo status quo e a lanciare una sorta d'incantesimo della Bella Addormentata su Viale Mazzini, sortilegio che rende inamovibili alcune cariche da tempo traballanti tenendo sospese invece le nomine dei direttori dei Tg e prigionieri nello scantinato professionisti e risorse di valore accreditato. Mentre il Paese sembrerebbe andare politicamente da tutt'altra parte, con un calo del Centrodestra a favore del Centrosinistra, la Rai pare a tutt'oggi (soprav)vivere in un tempo tutto suo, avvolta nelle ragnatele di un passato ormai tramontato, scollata dalla realtà, in un'atmosfera distopica alla Fatherland. La Fase Due tanto prospettata e agognata spezzerà l'incantamento che ha di fatto ammantato l'azienda del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, mandando a casa taluni - come da mesi si sbandiera l'intenzione - e promuovendo talaltri? Vedremo. 

 

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