"La ricca Rai trova sempre scappatoie, sotterfugi, ricorsi per sperperare denaro pubblico". Michele Anzaldi (Iv) presenta interrogazione al Min. Bonafede

Il Segretario della Vigilanza: "Con il dumping la Rai danneggia Mediaset, Discovery, La7, ma anche editoria e carta stampata"

pubblicato il 29/04/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti

"Impressionante indulgenza del Tar nei confronti della Rai". Sono queste le parole che il Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi, nonché deputato di Italia Viva, usa a proposito del "dumping" con il quale, secondo l'Onorevole renziano, l'azienda del Servizio Pubblico Radiotelevisivo danneggia l'editoria.

Si riferisce perlopiù all'articolo comparso su MilanoFinanza a opera di Andrea Montanari. "La strategia portata avanti dalla concessionaria del gruppo di viale Mazzini, guidata da Gian Paolo Tagliavia" scrive Montanari, "secondo più fonti interpellate da MF-Milano Finanza, prosegue ininterrottamente e che, anzi, è stata accentuata in questo difficile momento, legato all'esplosione del Covid-19, quando in prima serata ci sono 30,1 milioni di italiani davanti al piccolo schermo. Un danno per la stessa Mediaset e per Discovery, Sky e La7. Perché la Rai del presidente Marcello Foa e dell'ad Fabrizio Salini può contare sull'entrata certa e fissa del canone, pagato in bolletta: un introito di oltre 1,2 miliardi. Lo sconto, che arriva fino al 94-95% dei prezzi di listino, prosegue anche perché in questi giorni il Tar del Lazio ha sospeso in via cautelare il provvedimento preso dall'Agcom lo scorso febbraio in merito alla politica commerciale della tv di Stato. L'Authority aveva intimato alla Rai di rispettare il contratto di servizio in essere fino al 2022, «di assicurare il rispetto dei principi di non discriminazione e di trasparenza nei contratti di diffusione pubblicitaria»".

“La cattiva burocrazia" dichiara l'On. Anzaldi su Facebook, "trionfa ancora una volta e salva la ricca Rai, creando un danno pesantissimo alle imprese televisive private a causa del dumping pubblicitario operato dai dirigenti del servizio pubblico. Non è servito un pronunciamento più volte reiterato in questi anni da parte della commissione parlamentare di Vigilanza, non sono servite le risoluzioni approvate all’unanimità, non è servita una precisa Delibera dell’Agcom con precise prescrizioni passata con l’unanimità dei commissari: grazie al rinvio e all’impressionante indulgenza e permissivismo del Tar (quanti imprenditori privati possono sperare in un trattamento del genere?), tutto viene sospeso e rinviato a non si sa quando".

Il Segretario della Vigilanza annuncia quindi provvedimenti. "Presenterò" scrive, "un’interrogazione al ministro della Giustizia Bonafede. Secondo i giudici amministrativi di Roma, la Rai non deve sottostare a nessuna delle prescrizioni ricevute dagli organi di controllo, può continuare ad applicare sconti incredibili (anche fino al 95%) sulle tariffe pubblicitarie, creando le condizioni per una concorrenza assolutamente sleale, visto che la gran parte del bilancio Rai è assicurata dal canone dei cittadini. Ad essere danneggiate sono le emittenti private Mediaset, Discovery, La7, ma a cascata tutto il comparto dell’editoria, compresa la carta stampata, perché a cascata le tv commerciali dovranno contendere i clienti alle tv più piccole e ai giornali. Ma la ricca e potente Rai riesce sempre a trovare una scappatoia, un sotterfugio, un ricorso per continuare a sperperare denaro pubblico. Di tagli agli sprechi, infatti, non ne abbiamo mai visti in questi anni”. 

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