Rai, tentata truffa a Foa. Anzaldi (Iv): "Complice e corresponsabile chi non libererà l'azienda da un amministratore così inadeguato"

Secondo il Segretario della Vigilanza, la tentata frode al Presidente Rai assume "contorni inquietanti e gravissimi" che esigono "immediate dimissioni" da parte di Foa.

pubblicato il 09/05/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Fabrizio Salini e Marcello Foa

L'amaro caso dell'apparentemente tragicomica tentata truffa al Presidente della Rai Marcello Foa, tramite una mail di un finto Ministro Tria, ha infiammato il dibattito pubblico per diversi giorni qualche mese fa, salvo poi svanire del tutto dalla copertura informativa, complice anche l'emergenza Coronavirus. Oggi, il quotidiano La Repubblica in un pezzo firmato da Carlo Bonini riesuma inaspettatamente la vicenda aggiungendo ulteriori dettagli e inducendo il blog Bloggorai (amministrato da informatissimi dipendenti del Servizio Pubblico Radiotelevisivo) a vedervi una tempistica piuttosto sospetta. "Abbiamo chiesto qualche parere" leggiamo in questo recente post del suddetto blog, "e, grosso modo, emergono due schieramenti. Il primo sostiene una azione pro Salini, una specie di “Captatio benevolentiae” da parte di Repubblica per non chiare finalità; il secondo invece, esattamente al contrario, sostiene che “alla fin fine… Foa ne esce bene… vittima incolpevole di grandi truffatori internazionali”. Questi ultimi sarebbero due giovani italiani che fanno parte dell'organizzazione che avrebbe ordito la truffa a Foa e che hanno lasciato l'Italia da qualche anno per stabilirsi in Israele. 

Inutile dire che il mistero, tempistica dell'articolo di Repubblica compresa, s'infittisce sempre di più, tanto da spingere a prendere posizione il Segretario della Vigilanza Rai nonché Deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, che da sempre ha lottato tenacemente per scoprire la verità non soltanto sulla tentata truffa al Presidente Foa, ma anche sulla sua elezione e su presunte schede di votazione segnate che avrebbero violato il requisito d'irriconoscibilità pregiudicando la correttezza dell'operazione come abbiamo descritto precedentemente (clicca qui per leggere). L'On. Anzaldi ha di recente presentato istanza di accesso agli atti relativi all'elezione di Foa al Presidente della Vigilanza Rai Alberto Barachini e ai Presidenti di Senato e Camera Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico. Una richiesta che lo vede sostenuto anche dal Pd e dalla Capogruppo dem in Commissione di Vigilanza Valeria Fedeli. 

Quanto al caso della tentata truffa al Presidente Foa, su Facebook l'On. Anzaldi parla di "contorni inquietanti e gravissimi" e commenta: "Dopo le rivelazioni del quotidiano La Repubblica sulla Rai finita vittima di truffatori organizzati, è evidente che Foa debba rassegnare immediatamente le dimissioni, oppure il Cda, la commissione di Vigilanza e il Governo dovranno intervenire per revocare il suo incarico. Chi può assicurare che oltre al caso dell’email finto Tria non ci siano stati altri episodi analoghi che abbiano coinvolto Foa, che si sarebbe dimostrato permeabile ai truffatori stando alle rivelazioni giornalistiche? Ora il Cda ha il dovere di avviare un’immediata verifica su tutte le spese, di qualsiasi importo, autorizzate da Foa o da lui richieste all’amministratore delegato".

E ancora: "Il caso dell’email del finto Tria, che qualcuno aveva tentato di derubricare a ‘inutile perdita di tempo’, nasconderebbe una tentata truffa organizzata, nella quale Foa, stando a quanto emerge dall’inchiesta giornalistica che si basa sulle indagini in corso dei magistrati prima di Roma e poi di Milano, sarebbe caduto in pieno. Ci sono interrogativi ai quali ancora oggi Foa rifiuta di rispondere: perché ha informato il Cda solo 7 mesi dopo i fatti e dopo un lunghissimo silenzio? Perché non ha mai mostrato né a Salini, né al Cda la lettera del finto ministro Tria? Perché un presidente della Rai dà corso alla richiesta assolutamente fuori da qualsiasi regola di un ministro che chiederebbe un pagamento diretto ad un’azienda, dopo essersi confidenzialmente firmato ‘Giovanni’? Perché Foa non ha denunciato subito la richiesta di soldi da uno sconosciuto, quale sarebbe stato l’avvocato con studio a Ginevra, ma anzi si è rivolto all’amministratore delegato Salini chiedendo di saldare? Perché Foa non ha mai chiarito se la telefonata del presunto avvocato di affari gli sia arrivata sul telefonino personale o su quello di servizio?".

L'On. Anzaldi prosegue: "E’ un fatto che la denuncia ai carabinieri della tentata truffa sia stata fatta dall’amministratore delegato Salini e non da Foa, che anzi invece di effettuare le dovute verifiche pensò bene di lasciar detto di pagare e andarsene in vacanza. Quale altro amministratore di azienda si comporterebbe così? In mano a chi è il servizio pubblico radiotelevisivo che amministra quasi 2 miliardi di euro di canone degli italiani? Chi di fronte a questo scandalo non si adopererà per liberare la Rai da un amministratore così inadeguato sarà pienamente complice e corresponsabile".

Sempre sulla questione della mail del falso Ministro Tria, il Segretario della Vigilanza Rai Anzaldi sottolineava qualche mese fa che "il Presidente Foa e l'Ad Fabrizio Salini" erano "stati convocati in audizione parlamentare secretata dichiarando cose opposte, tanto da dover interessare la Procura". Un elemento che getta una luce ancor più livida sulla vicenda rendendo il tutto, se possibile, ancor più sconvolgente laddove, all'inizio, i connotati erano quelli di una patetica - e invereconda - commedia degli equivoci. 

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