Mafia, Anzaldi (Iv): "Fa male ricordare Impastato mentre i boss escono di galera". E la Rai "dimentica" I Cento Passi

Il film sul giornalista ucciso il 9 maggio 1978 da Cosa Nostra, prodotto da Rai Cinema, viene trasmesso da Sky anziché dal Servizio Pubblico

pubblicato il 09/05/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti

Nell'anniversario dell'assassinio di Aldo Moro e dell'omicidio di Giuseppe "Peppino " Impastato stride, nel caso di quest'ultimo, l'iniqua coincidenza della polemica relativa alla scarcerazione dei boss mafiosi che tiene banco in questi giorni e che fa vacillare la poltrona del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. E' Michele Anzaldi, Segretario della Vigilanza Rai nonché Deputato di Italia Viva, a evidenziarlo in un suo intervento sull'Huffington Post, sollevando una questione parallela, quella del Servizio Pubblico Radiotelevisivo sovvenzionato dai cittadini che omette di ricordare il giornalista assassinato.  

"Il 9 maggio" scrive l'Onorevole Anzaldi, "è il giorno del delitto Moro, ed è anche il giorno della morte di Peppino Impastato, un giovane, un giornalista e un conduttore radiofonico impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia. Quel giorno di 42 anni fa l’esplosione di una carica di tritolo posta sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani lo dilaniò, ma la sua fine fu inevitabilmente messa in ombra dalla tragedia nazionale dell’uccisione del presidente della Dc trucidato dalle Brigate Rosse, e la sua storia rimase per lo più ignota a molti. E’ stato il film I Cento Passi, diretto da Marco Tullio Giordana, a far riscoprire a tutti, nel 2000, la drammatica fine di Impastato. Ricordare oggi la sua morte, nel momento in cui i boss mafiosi escono di galera, è però ancora più difficile di quando in pochi conoscevano la sua sorte".

"Fa male" illustra il Deputato, "ed è difficile da spiegare, leggere le cronache con le scarcerazioni di mafiosi come l’aguzzino del piccolo Di Matteo o di altri sanguinari malavitosi. Fa male vedere anche che I Cento Passi, film prodotto da Rai Cinema, non venga trasmesso oggi da una rete Rai ma da Sky Cinema. Ci sono alcuni film che vediamo puntualmente ad ogni Natale, anche se sono film di 30 o 40 anni fa, mentre il servizio pubblico non è riuscito a far diventare una consuetudine trasmettere I Cento Passi per la ricorrenza della morte di Impastato. Non sarebbe, invece, proprio una prerogativa da servizio pubblico?"

In cauda venenum: "Forse la Rai ritiene di assolvere al meglio la sua funzione di servizio pubblico proponendo, come accadde nell’aprile 2016, la dubbia e inopportuna intervista a Porta a Porta di Salvatore Giuseppe Riina, figlio del capo dei capi di Cosa Nostra, in coincidenza con la pubblicazione del suo libro?".

A nostro parere, se già è stato piuttosto riprovevole che, in occasione del quarantennio della morte di Alfred Hitchcock, la Rai non abbia dedicato alcun omaggio al grande regista lasciando - come al solito - l'incombenza a La7, che con la trasmissione del film Intrigo Internazionale in prima serata ha ricevuto un ottimo riscontro Auditel, "dimenticare" la commemorazione di Peppino Impastato da parte del Servizio Pubblico Radiotelevisivo è ovviamente ancor più esecrabile e imperdonabile. E a maggior ragione in un periodo come questo, nel quale vigono le repliche e le eterne riproposizioni di contenuti già visti e rivisti, e per giunta con ascolti spesso risibili come per esempio ieri Il David di Donatello che, su Rai1, ha ottenuto un magro 8.4% di share. Possibile che la Rai non consideri un film come I Cento Passi degno di essere trasmesso nell'anniversario della morte di Impastato lasciando l'onere (e l'onore) a Sky Cinema? Una scelta ingiustificabile sotto ogni punto di vista.  

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