Nomine Rai, Anzaldi (Iv): "M5s difende lobby e lottizzazione anziché pluralismo e corretta informazione"

I grillini attaccano l'AgCom in Commissione di Vigilanza Rai sconfessando le loro battaglie contro le ingerenze della politica e dei "poteri forti"

pubblicato il 15/05/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti

 

C'erano una volta, non tanto tempo fa, le nomine Rai che vedevano il M5s e il suo fondatore Beppe Grillo lanciarsi in reprimende e j'accuse contro la lottizzazione dei partiti e il potere delle lobby che facevano di Viale Mazzini il bivacco dei loro manipoli. Oggi invece che i grillini sono al Governo e si sono insediati in Rai, la favola è del tutto diversa e soprattutto non ha un lieto fine. Non soltanto il Movimento Cinque Stelle difende con le unghie e con i denti il potere ottenuto nell'azienda del Servizio Pubblico Radiotelevisivo imponendo questo o quel dirigente in questa o quella carica (esattamente come fanno da sempre i partiti che prima essi disprezzavano) ma si schierano anche contro L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, appoggiando invece quei poteri che andavano fronteggiando prima di entrare in Parlamento e poi a Palazzo Chigi.

E' il Segretario della Vigilanza Rai e deputato di Italia Viva Michele Anzaldi a sottolineare il radicale mutamento avvenuto nel movimento pentastellato con una lettera aperta a Beppe Grillo pubblicata dal parlamentare sull'Huffington Post. Scrive l'Onorevole renziano: "Caro Beppe Grillo, in commissione di Vigilanza, in occasione dell’audizione del presidente dell’Agcom Cardani, è andato in scena uno spettacolo davvero stupefacente e imbarazzante: il Movimento 5 stelle, il partito che nel 2013 protestava di fronte alla portineria di Viale Mazzini al grido ‘fuori i partiti e le lobby dalla Rai’, si è prodotto in una incredibile difesa proprio dei partiti e delle lobby che comandano la Rai, sferrando invece un durissimo attacco all’arbitro, l’Authority".

E ancora: "Gli esponenti M5s sono arrivati persino a difendere il dumping pubblicitario della Rai, a difendere la lottizzazione dei telegiornali, a difendere le palesi violazioni del pluralismo, alcune in danno persino allo stesso Movimento 5 stelle, pur di tutelare gli attuali vertici Rai imposti dall’ex governo gialloverde. Una scena davvero avvilente”. Il Segretario della Vigilanza Rai segnala poi il link "dove è possibile rivedere gli interventi, perché raccontarlo con le parole non rende giustizia di quanto sia stato sbalorditivo, è necessario vederlo coi propri occhi. Mai si era visto in una commissione parlamentare fare contestazioni così specifiche e minimali, addirittura su questioni di dettaglio, di una delibera di un’Authority, il cui scopo peraltro è difendere pluralismo e correttezza dell’informazione, neanche fossimo in una seduta del Tar. Una gravissima delegittimazione, come se alcuni commissari fossero gli avvocati difensori dei sanzionati. L’Agcom ha sanzionato la Rai anche per il pesante squilibrio in favore della Lega che ha portato a sottostimare persino il Movimento 5 stelle, ma i cinque stelle hanno preferito schierarsi per la lottizzazione piuttosto che per la difesa del pluralismo e della corretta informazione".

L'On. Anzaldi incalza: "Che i partiti della destra difendano le violazioni commesse da alcuni direttori che così dimostrano di considerare dei veri e propri colleghi di partito, uno se lo aspetta. Che a farlo, però, siano gli esponenti M5s, quelli dello streaming e dei palazzi da aprire come scatolette di tonno, è stato davvero sconcertante. Una contestazione, quella di M5s all’Agcom, che arriva proprio all’ultima audizione dell’attuale presidente, ormai in prorogatio da mesi e in procinto di essere finalmente sostituito dopo tanti rinvii per colpa dei partiti. Una delegittimazione in piena regola, dopo che per 8 anni mai nessun rilievo era stato avanzato in forma così violenta, in una sede ufficiale".

Il Segretario commenta amaramente: "Che il potere abbia cambiato i cinque stelle è sotto gli occhi di tutti e in qualche modo era inevitabile, che però si arrivi in questo modo a sconfessare completamente i cinque anni di battaglie portate avanti in commissione di Vigilanza dal presidente Fico è davvero un caso da studiare. Vedere i cinque stelle in Vigilanza difendere in modo teatrale il peggio dell’occupazione partitica della Rai è stato davvero inquietante". E conclude: "Caro Grillo, tu che di televisione ne sai qualcosa in più dei parlamentari che il tuo partito ha nominato in commissione di Vigilanza, spiega loro che nel 2013, quando con Fico avete ‘occupato’ la portineria di Viale Mazzini, la vostra intenzione non era ‘occupare’ poltrone, direzioni e vicedirezioni, corridoi e strapuntini come una Lega qualunque. Vero?”.

Risponderà Beppe Grillo? Vi terremo aggiornati. 

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