Rai, "carente dei requisiti minimi previsti dalla legge" la richiesta della Lega di accesso agli atti su Laganà

Il Consigliere di Amministrazione Rai in quota dipendenti dopo il consulto con i suoi legali: "Istanza dai dubbi presupposti in fatto e in diritto"

pubblicato il 18/05/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Riccardo Laganà

La richiesta di accesso agli atti da parte della Lega sull'elezione di Riccardo Laganà quale Consigliere di Amministrazione Rai in quota "dipendenti" è protagonista di un peculiare sviluppo.

E' lo stesso Riccardo Laganà ad annunciarlo sulla sua pagina ufficiale Facebook con un post garbato com'è suo solito. "In data 15 maggio" scrive il Consigliere, "mi è stata notificata l’istanza di accesso agli atti riguardanti la mia elezione alla carica di consigliere di amministrazione, istanza annunciata con molta enfasi nelle agenzie stampa dagli stessi autori. Ho fatto verificare tale richiesta ad avvocati esperti in materia risultando, anche ad una lettura superficiale, del tutto carente dei requisiti minimi di forma e di sostanza previsti dalla legge.

"In particolare" prosegue, "è balzata immediatamente agli occhi l’assoluta carenza di legittimazione dell’istante che evoca a supporto della propria richiesta l’art 17 del REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI – rubricato “Attività conoscitiva” - che, come chiunque potrà verificare (il Regolamento è pubblico) attribuisce tali poteri alla Commissione di Vigilanza Rai o al Presidente della Commissione di Vigilanza Rai e non già a un suo singolo membro a meno che non sia in ciò delegato dal Presidente (circostanza che non risulta nella richiesta di accesso).

Laganà quindi precisa: "Ad ogni buon conto, considerata la legittima preoccupazione di alcuni componenti della pregevole Commissione di Vigilanza che un consigliere non nominato dai partiti di riferimento, bensì semplicemente eletto dai suoi colleghi, possa essere carente del requisiti tra cui la “notoria inidipendenza di comportamenti”, intendo rassicurare che, pur potendo respingere un'istanza dai dubbi presupposti in fatto in diritto, ho comunque già espresso il mio personale nulla osta all'ostensione di tutti i documenti richiesti nel rispetto del sacrosanto valore della trasparenza degli atti amministrativi e gestionali di un'importante azienda di servizio pubblico come la Rai. Chiedere accesso agli atti e fornire tutta la documentazione richiesta è un altissimo momento di trasparenza, chi richiede gli atti pretende legittimamente trasparenza, esattamente la stessa che da inizio mandato promuovo anche attraverso i miei report dei cda sui miei profili social".

La Lega aveva presentato “un’istanza di accesso agli atti per esaminare la candidatura e le procedure di verifica dell’idoneità con il relativo verbale di accettazione”, giudicando le azioni del Consigliere Laganà come, nell'ordine: "prese di posizione spesso scomposte”; “atteggiamento politicamente marchiato”; “indipendenza venuta a mancare”. Quindi lo aveva accusato di essere un “portavoce delle istanze di alcuni partiti di maggioranza” e colpevole di “violazione del principio di riservatezza” riguardo alle riunioni del CdA. Ma in realtà, la convitata di pietra di tutte queste accuse nei confronti di Riccardo Laganà è la questione relativa al Presidente Rai Marcello Foa (in quota Carroccio), del quale il Consigliere ha stigmatizzato più volte alcuni comportamenti da lui giudicati non trasparenti o comunque parziali. Lo stesso Foa, già nell'occhio del ciclone per la truffa ai suoi danni della finta mail del finto Ministro Tria, è anche oggetto di un'istanza di accesso agli atti riguardante la sua elezione, istanza presentata dal Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Iv) e sostenuta dalla Capogruppo del Pd Valeria Fedeli in Commissione. L'On. Anzaldi sospetta che, durante la procedura di elezione di Foa, alcune schede di votazione siano state preventivamente segnate, minando il requisito d'irriconoscibilità imprescindibile per la correttezza della procedura. 

 

 

 

 

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