Rai3, guastato il programma su Biagi. Anzaldi: "Ennesima prova di sciatteria". E a Tv Talk dimenticano Nilde Iotti

Due gravi episodi ravvicinati avvenuti a Rai3 dimostrano quanto il Servizio Pubblico strapagato dagli italiani sia in seria confusione

pubblicato il 08/06/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
Condividi su:
Marco Zonetti
Rai3 per Enzo Biagi

Un proverbio napoletano suona più o meno così: "Mi stavo facendo il segno della Croce e con il dito mi sono accecato un occhio", più o meno equivalente al noto "Le strade dell''inferno è lastricato di buone intenzioni".  Nella fattispecie, Rai3 aveva senz'altro buonissime intenzioni nel riproporre le interviste del grande Enzo Biagi, peccato tuttavia che gli encomiabili auspici siano stati guastati da un effettivo "pugno in un occhio". 

E' il Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Iv) a illustrare il motivo di cui sopra in un post su Facebook. "La sciatteria della Rai" scrive l'On. Anzaldi, "riesce a macchiare anche un programma meritorio come Rai3 per Enzo Biagi, curato e condotto da Loris Mazzetti con la riproposizione delle grandi interviste del giornalista, nella puntata di oggi incentrate sulla mafia: la trasmissione è stata mandata in onda per l’intera durata con la scritta "programma registrato prima del Dpcm sul Coronavirus".

Il Segretario incalza: "Che bisogno c’era di mostrare quella scritta mentre, ad esempio, Biagi intervista mafiosi come Michele Sindona o Luciano Liggio? Possibile che nessuno abbia controllato? Possibile che nella lunga catena di comando della rete nessuno si sia accorto di un tale eclatante esempio di disinformazione?" Ed egli ha ragione da vendere, quando conclude: "Davvero qualcuno in Rai ha pensato che un’intervista in bianco e nero potesse creare dubbi nei telespettatori, o più semplicemente si è trattato dell’ennesima prova di sciatteria di un’azienda strapagata dai soldi degli italiani? E ora chi pagherà?"

Sottolineando che la scritta in questione non faceva altro che ridicolizzare l'operazione pur lodevole, aggiungiamo invece noi un altro episodio a nostro parere increscioso verificatosi durante il programma Tv Talk, condotto da Massimo Bernardini in onda sempre su Rai3 il sabato pomeriggio. L'ospite Caterina Balivo, parlando di Irene Pivetti - indagata per una presunta frode sull'importazione di mascherine dalla Cina - ha declamato: "E’ stata la prima donna presidente della Camera" aggiungendo altri particolari sul suo conto. In studio non è volata una mosca, neanche da parte dello stesso conduttore Bernardini che non ha fatto notare alla Balivo che la prima donna presidente della Camera non fu Irene Pivetti nel 1994, bensì Nilde Iotti nello storico 20 giugno 1979, confermata poi nel 1983 e nel 1987, esercitando la carica per ben tredici anni consecutivi, più di ogni altro suo predecessore o successore.

Passi ancora - malgrado l'errore resti gravissimo - per Caterina Balivo che è nata nel 1980, ma possibile che Bernardini - nato nel 1955 - non si ricordasse di Nilde Iotti? Possibile per giunta che - da esperto di televisione qual è, visto che conduce da anni un programma a essa relativo - non si ricordasse neanche della fiction dedicata alla Iotti andata in onda lo scorso anno su Rai1? 

Due episodi ravvicinati, quelli illustrati sopra, che dimostrano - per dirla con l'On. Anzaldi - la sciatteria sempre più dilagante che regna alla Rai. Nessuna emergenza Covid-19 può far dimenticare il buon senso o perdere la memoria storica.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password