Rai, Ad Salini: "Ora ridurre costi". Perché non parte da compensi di Fazio, Vespa, Clerici, ecc.?

Il vertice Rai parla di riduzione dei costi e valorizzazione delle risorse interne. Ma le notizie sui nuovi palinsesti confutano le sue parole

pubblicato il 11/06/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Fabrizio Salini, Ad Rai

In una riunione con i suoi collaboratori, l'Ad Rai Fabrizio Salini partendo dalle previsioni di bilancio 2020-2021 (dopo la cui presentazione molti sostengono che farà finalmente le valigie e lascerà l'azienda...) ha parlato di necessità di trovare una nuova strategia e di sfruttare questo momento delicato quale "nuovo passaggio per la Rai da cui non si torna indietro. Dalla pandemia è necessario uscire con modelli diversi, non è un'opzione ma un dovere".

Salini ha quindi riesumato il suo tormentone della valorizzazione delle risorse interne, la cui applicazione pratica la si vede nei palinsesti prossimi venturi, con un'infornata di esterni quali Luisella Costamagna, Andrea Delogu, e la perpetuazione dello strapotere degli agenti televisivi come Lucio Presta e degli appalti alle società esterne quali la Stand By Me di Simona Ercolani, società della quale Salini è stato direttore generale prima di essere collocato al vertice della Rai dall'accoppiata Luigi Di Maio-Vincenzo Spadafora

"La riduzione dei compensi per i collaboratori è il minimo" dichiara l'Ad Rai. "Si faranno interventi speciali sempre nel segno di una ancora più accentuata valorizzazione delle risorse interne, di una stabilizzazione delle risorse e di una razionalizzazione generale".

Benissimo, allora perché non partire proprio dal ridimensionamento delle produzioni esterne di cui sopra e dei compensi stellari di personaggi quali Bruno Vespa, Fabio Fazio (che sta rinegoziando con un anno di anticipo il suo contratto faraonico), Antonella Clerici (che invece tornerà in autunno su Rai1 con budget stratosferico) e così via? Frattanto, Salini è finito nel mirino del Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi che ha ricordato all'Ad l'impegno preso riguardo all'autoregolamentazione dei conflitti di interessi di agenti, conduttori e autori Tv, autoregolamentazione che avrebbe dovuto partire fin dal 1 gennaio 2020. Un impegno che, a tutt'oggi, è lettera morta. 

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