Consegnate le chiavi di Firenze a Pieraccioni, Conti e Panariello

Mica c’è da pagare qualcosa?”, chiede il ‘Leonardo nazionale’

pubblicato il 14/11/2016 in Musica e spettacolo da Elisabetta Failla
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Elisabetta Failla
I tre premiati

Arrivano un po’ timorosi nella sala dei Gigli in Palazzo Vecchio insieme al sindaco Dario Nardella, per riprendersi poi subito “sparando” una serie di battute. Certo, non capita tutti i giorni di ricevere le chiavi della città e un po’ di emozione ci sta anche per tre professionisti dello spettacolo abituati ad esibirsi.
Il riconoscimento è stato consegnato dal sindaco a Carlo Conti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni perché “sono tre ambasciatori di Firenze e della fiorentinità in Italia e nel mondo, e questo grazie alla loro professionalità, al loro estro, alla loro creatività.  Come abbiamo fatto alcuni mesi fa per i grandi Morandi e Baglioni - ha proseguito il primo cittadino - anche oggi riconosciamo il valore di questi artisti. Non che abbiano bisogno di chiavi. A Firenze di chiavi questi tre fiorentini ne hanno già molte ma il diritto alla felicità e al divertimento è una cosa seria che dev’essere svolta con grande professionalità. Questa città è fucina di talenti e voi – rivolgendosi ai tre premiati - ne siete le più alte espressioni”.
Sono orgoglioso, non ci credo neanche - ha commentato Carlo Conti -  non avrei mai immaginato che questo bambino cresciuto a Rifredi che da piccino chiamavano ‘Calimero’ potesse un giorno essere qui. È un sogno e come tale, perché si avveri, bisogna crederci sempre e avere quel pizzico di ‘bischeraggine’ che nella vita ti aiuta sempre. Poi – ha concluso - se hai al fortuna di incontrare due fuoriclasse come Leonardo e Giorgio nel momento più duro, quello della gavetta, tutto diventa più facile. Sono due fratelli che so che saranno sempre con me”.
“Dare questo riconoscimento a Carlo Conti è un segno di integrazione perché vuol dire che chiunque può farcela visto che lui viene da lontano e si è ben integrato” Con questa battuta sull’amico Giorgio Panariello ha iniziato il suo intervento. “Io sono nato a Firenze ma ho poi vissuto in Versilia. Leonardo e Carlo mi hanno fatto sempre sentire fiorentino e quindi, pur appartenendo alla Versilia – ha terminato – Firenze è nel mio cuore anche come punto di partenza della mia carriera” 
“Ricordo che Cecchi Gori fece uscire ‘Il ciclone’ in due copie in Italia: a Firenze sud e a Firenze nord. Poi andò anche all’estero: Pistoia, Arezzo Grosseto… L’entusiasmo di Firenze ci ha sempre premiato – ha esordito Pieraccioni – e lo vediamo anche adesso con il nostro spettacolo. E’ un amore che ci lega con Firenze e la Toscana. Queste chiavi  sono per me un motivo di orgoglio eccezionale”.
La consegna del prestigioso riconoscimento è stata anche l’occasione per comunicare che a Firenze, visto il grande successo che stanno riscuotendo, sono state fissate altre due nuove date del loro spettacolo oltre a quelle già in cartellone, ovvero il 6 e 7 gennaio. 
Alla domanda se al prossimo festival di Sanremo Carlo Conti lo avrebbe condotto insieme a Pieraccioni e Panariello, il presentatore ha risposto: “è una bellissima idea, ma fa parte del totofestival che c’è in questo periodo: Giorgio e Leonardo ci sono già stati lo scorso anno, stiamo già facendo un tour insieme. Non posso mica sopportarli sempre”. E Pieraccioni, scherzando sull”ipotesi della conduzione del festival con Conti, ha detto:”Quest’anno non ci vo, per arrivare a Sanremo ci sono troppe gallerie, non mi prende whatsapp. Io vorrei andarci, ma come cantante, però mi bocciano tutte le canzoni. Aspetto Bonolis perché . rivolgendosi a Conti - prima o poi smetteranno di fartelo fare?!”

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