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Musica, morto sassofonista dei Rolling Stones

Bobby Keys morto a 70 anni

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Da devastanti a “devastati”. Rivali dei Beatles negli anni ’60-’70, sopravvissuti ad essi e al loro mito e, per di più, con lo stesso zoccolo duro delle origini (in primis l’immarcescibile duopolio Jagger-Richards), dinosauri inestinguibili di un’epoca rock che sembra destinata a non tramontare mai – altri, come i Led Zeppelin, si sono perduti e ritrovati più volte strada facendo, loro invece non si sono mollati mai, a parte qualche inevitabile cambio di formazione  –, i Rolling Stones, le “pietre rotolanti” che da cinquantadue anni seguitano senza sosta la loro valanga di successi, hanno perso un altro pezzo. E non si tratta di una semplice chiusura di un rapporto artistico. Dopo Brian Jones, polistrumentista tra i padri del gruppo, minato troppo presto dall’eccesso di droghe; dopo Ian Stewart, altro padre fondatore ucciso da un attacco cardiaco negli ani ’80; e dopo Nicky Hopkins, la riserva di Stewart, scomparso quasi dieci anni dopo di lui, un altro pezzo della storia dei Rolling Stones non avrà più la possibilità di riunirsi al gruppo: è Bobby Keys, il sax per antonomasia di Jagger & c. Il 2 dicembre, a settant’anni, ha salutato per sempre i suoi fans. Era malato da tempo, di cirrosi.  
Keys, che, nomen omen, in due lunghi periodi della storia degli Stones (dal 1969 al 1973, e poi dal 1982 al 2014) ha avuto “le chiavi” delle sonorità più evocative e profonde del gruppo, aveva iniziato la sua carriera di musicista  negli anni ’50 alla corte del mitico Buddy Holly, la versione nerd di Elvis Presley. Come Nicky Hopkins, anche Keys si è reso “colpevole” di sconfinamenti nel campo dei principali avversari degli Stones, e cioè l’ineffabile “banda dei quattro” londinese: ma, a differenza di Hopkins, quando, tra il ’71 e il ‘75,  collaborò con George Harrison, John Lennon e Paul McCartney, essi già non rappresentavano più la ditta Beatles, dal momento che ognuno di loro, a quel punto, aveva preso la propria strada. Altre esperienze extra-Stones di particolare rilievo per Keys furono quelle con Eric Clapton e Joe Cocker (sempre lungo i ’70). 

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