Ricchiuti: "Subito una amnistia fiscale per salvare le piccole imprese e rilanciare l'occupazione"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 15/01/2016 in Politica da Paolo Ambrogi
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Paolo Ambrogi
2016

 

Lino Ricchiuti - Presidente del movimento Popolo Partite Iva , convocherà a breve una conferenza stampa in Senato per illustrare l'amnistia fiscale e la creazione di un fondo per l'occupazione. Lo stesso non nasconde i problemi etici sollevati da un'amnistia. Ma spiega che i problemi saranno superati proprio grazie al fatto che i soldi recuperati dal condono saranno interamente investiti nell'occupazione. Un male necessario insomma in tempi di crisi.

Roma, 15/01/2016 - 09:25 (comunicati stampa - politica e istituzioni) L'amnistia secondo Ricchiuti dovrebbe entrare in vigore dal 1 Luglio 2016 per due anni e sarà retroattiva per dieci anni con uno sconto del 75% sul debito iniziale. Potrannno beneficiarne sia le persone fische sia quelle giuridiche. "Faccio fatica dichiara Ricchiuti - ad ascoltare i progetti e le proposte che il governo sta tentando di adottare per rilanciare l’occupazione , è difficile rendersi conto che chi ha dato il 70% dell’occupazione in Italia è stata la PMI ?

Noi piccoli imprenditori massacrati da questo Stato di polizia fiscale abbiamo perso ogni fiducia e non basterà nessun incentivo per ripianare le ferite inferte , ognuno deve assumersi le proprie responsabilità . Quando viene a mancare la fiducia , anche le miglior proposte non vengono accettate , la paura è tanta , quando si è stati lasciati soli , colpiti dallo stesso Stato tramite Equitalia nel momento di maggior difficoltà .

Ora si abbia il coraggio di chiedere scusa , e con un gesto riconciliatore che vien chiesto dal mondo delle piccole imprese si faccia un condono sia fiscale che contributivo . Solo mettendo un punto fermo al passato , si può tornare a pensare al futuro con maggior fiducia.

La Piccola e Media Impresa, orgoglio del nostro paese è stata ingiustamente umiliata, schiacciata, abbandonata,criminalizzata. Pensiamo ai tanti imprenditori al nord e al sud che sono arrivati a togliersi la vita perché incapaci di pagare i propri dipendenti o di reggere allo tsunami della tassazione, o ancora perché le banche hanno chiuso loro i rubinetti e i clienti anche loro alle prese con la crisi non li pagano. Pensiamo ai commercianti, ai piccoli negozi, alle botteghe che garantivano qualità, spazzati via dalla grande distribuzione, da mega centri commerciali dove gli“spenditori”si dimenano come in un formicaio, nella assurda speranza di placare desideri costruiti e modellati ad arte dalla pubblicità e dalla televisione. Pensiamo ancora all’artigianato, al pregio delle manifatture locali, la cui lavorazione veniva tramandata di generazione in generazione con passione e sapienza.

Avete presente poi la genuinità delle produzioni agricole tipiche delle nostre regioni, la virtuosità di un allevamento all’aria aperta, nei pascoli? Il sapore di frutta e verdura, le proprietà dei nostri cereali, la caratteristiche del nostro latte, il profumo del pane artigianale?
Ora pensate a quanti danni sono stati inferti a queste attività da un regime di Polizia fiscale che ha alterato gli equilibri e ridotte tutte queste bellissime realtà a essere indebitate pesantemente con il fisco . Debiti che non potranno mai essere ripianati. Ecco perchè - conclude Ricchiuti - serve assolutamente un reset di sistema .

 

 

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