Ricchiuti (P.P.I.) - "Lavoratori autonomi eravamo tutti zombie che camminavano soli"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 06/03/2016 in Politica da Paolo Ambrogi
Condividi su:
Paolo Ambrogi

Lino Ricchiuti (nel fotomontaggio ) leader del movimento politico nazionale Popolo Partite Iva , spiega le motivazioni che hanno spinto i fondatori a dotare il mondo delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi in genere , compreso anche i dipendenti che lavorano nel comparto privato delle micro imprese di una propria struttura politica.

 

 

"Una decina d’anni fa, potevi scommettere sulla tua piccola attività e costruire attorno ad essa il tuo domani. Potevi perfino pensare di acquistare casa e di metter su famiglia. Tutto questo, poteva rappresentare un investimento sul futuro ed una possibilità concreta, seppur non priva di rischi. Oggi invece, appare quasi un sogno irrealizzabile.

Quanti artigiani, piccoli imprenditori, ma anche professionisti che con i loro servizi generavano reddito in questo strano paese, sono oggi crollati sotto il peso di quel mostro che chiamiamo “crisi”? Questo mostro si manifesta come una ghigliottina calata dall’alto. Ti taglia la testa, senza possibilità di replica. Cancellando il tuo ruolo nella società e riducendoti “ombra di te stesso”. Senza darti neppure il tempo di domandarti il perchè. Ad un certo punto ti ritrovi isolato. Senza potere d’acquisto e senza dignità. Perchè il denaro è diventato il metro di valutazione per stabilire se tu sia una persona che vale qualcosa o non vale niente. Molte persone, specialmente imprenditori o piccoli artigiani, hanno deciso di farla finita anche prima che il mostro gli desse il colpo di grazia. Lasciando famiglie intere nel lutto e nel disastro economico totale. In questa grottesca situazione, emerge dunque l’aspetto puramente materiale, per cui ti ritrovi a dover ridimensionare i tuoi investimenti, i progetti, la possibilità di sviluppare l’attività e di generare e offrire lavoro. Arrivi ad un punto tale che quello che guadagni, non basta più neppure per pagare le spese.

Poi c’è l’aspetto umano. Quando sei costretto a guardarti allo specchio e fare i conti con te stesso. Ma, soprattutto, quando devi guardare negli occhi i tuoi figli. Sempre che sia stato coraggioso e abbia avuto l’ardire di metterne al mondo. Perchè anche diventare genitori, oggi, è diventato un lusso che non tutti possono permettersi. Ma perchè accade ciò?

Perchè il lavoro autonomo in particolare, da grande orgoglio dell’economia italiana, è diventato oggi un incubo da cui non si riesce più a svegliarsi? Mi capita spesso di discutere con persone che parlano di risparmio, parsimonia, sobrietà. Tutte cose verissime e sacrosante. Che certamente impongono una riflessione su ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati. Si dice che noi Italiani abbiamo sperperato. Che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. E che questa situazione, in qualche modo, ce la meritiamo pure. In tutto questo per alcuni forse c’è di sicuro, un fondo di verità. Ma fino ad un certo punto. Non dimentichiamoci che l’Italia è notoriamente uno dei paesi dove si è sempre risparmiato di più. Un dato che si sta abbassando pericolosamente proprio a causa della crisi, con il crollo del reddito familiare. Tutti coloro che avevano risparmiato in passato, accumulando un po’ di liquidità per i tempi di “vacche magre”, si ritrovano oggi con le tasche vuote. Ma soprattutto, con i conti in rosso. Perchè quei risparmi non possono bastare neppure a coprire i debiti accumulati.

Per non parlare dei tantissimi che non hanno fatto appello a risorse proprie. Bensì a quelle dei cari vecchi genitori in pensione. Genitori che magari, per dare una mano ai figli,  son dovuti perfino mettere a garanzia  la propria casa. Il problema vero oggi, non è più saper risparmiare. Nel caso delle piccole medie imprese e della libera professione, il vero problema, è far quadrare le entrate e le uscite. Perchè, non solo non c’è più nulla che ti avanza da mettere da parte, ma non c’è più neppure il tanto, per mantenere un’attività. Cosa che in questo paese sembra diventata impossibile a causa della pressione fiscale.

Un lavoratore autonomo , versa allo stato oltre il 70% di ciò che guadagna, inclusi i contributi previdenziali. Il lavoratore autonomo (ancor di più chi deve  far i conti con la gestione separata INPS) è il più tartassato in assoluto. La distanza non è molta, ma incide parecchio sulla vita di chi è ormai costretto a “vivere per lavorare”, pagando un prezzo altissimo solo per mantenere l’attività. Ci sono poi le curiose proiezioni degli “Studi di Settore”, che con la crisi e il tracollo di un’intera economia con tutto il suo indotto, si sono ridotti a mero strumento per far “cassa”. Al punto tale che se nel 2014 avevi dichiarato 100 e disgraziatamente nel 2015 dichiarerai 50 per ovvi motivi è sicuro che ti scatta l’accertamento , quel famoso lato oscuro decantato dalla direttrice generale dell’Agenzia delle Entrate qualche giorno fa .Subisci una sorta di punizione doppia, per cui se gli affari ti sono andati male, lo Stato non ci crede e ti tocca adeguarti agli “standard” o son cavoli tuoi.

Ci sono poi gli imprevisti che il fisco, ovviamente, non prevede. Fatture insolute e fatture emesse ma non incassate, Tirando le somme, c’è comunque da domandarsi come si possa essere arrivati a questo punto. Io credo si sia perso totalmente il senso della realtà e ci si continui a crogiolare in un sistema che non funziona. Credo sia tutto sbagliato. Non sono un economista, ma da lavoratore autonomo, posso affermare con certezza che i conti non tornano. Perchè quando lavori più ore e parliamo di 12/14 ore al giorno e hai più debiti del giorno prima , significa che c’è qualcosa che non va. Se non ci sarà una immediata soluzione a tale disperazione, credo proprio che si aprirà una nuova stagione, in questo paese vessato. La stagione amara del caos totale. La guerra del tutti contro tutti.

L'amarezza più grande è , ci sta qualcuno in quei palazzi a Roma che rappresenta i milioni di morti che camminano e che conosce i problemi perchè li vive sulla propria pelle ? La risposta che ci siamo dati è stata NO .. ecco perchè siamo qua. E non intendiamo mollare... l'alternativa è tornare a fare gli zombie "

 

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password