Ricchiuti(P.P.I.) "Difendere e rilanciare i negozi e le botteghe"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 31/03/2016 in Politica da Paolo Ambrogi
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Paolo Ambrogi

 

Parte dal web la proposta del movimento Popolo Partite Iva guidato da Lino Ricchiuti , sulla salvaguardia delle attività commerciali locali "Abbiamo atteso invano azioni del Governo che portassero a tutelare le piccole attività locali  e quindi abbiamo dato il via a una campagna di sensiblizzazione sul tema , con proposte tese a venire incontro a quelle elementari esigenze dei piccoli commercianti e della loro o meglio dire nostra sopravvivenza .

Parlo dei piccoli negozi , dei centri storici o piccoli comuni o aree decentrate dalle grandi città . Il nostro movimento non si limita come il nome può ingannare a chi possiede una partita iva o ai suoi collaboratori , anzi , vuole svolgere una attività sociale partendo da chi certe situazioni le vive dall’interno , diciamo da questa parte del “bancone”.
Per rivitalizzare i piccoli centri storici è sì una questione di ripristino urbanistico (eliminare ad esempio le brutture edilizie di questi ultimi decenni; togliere il “grigio” che caratterizza piazze, strade, periferie), ma è anche “ritornare ai piccoli negozi, alle botteghe”.

Ogni serranda che chiude definitivamente è un pezzo di vita comunitaria di un luogo che finisce. Dobbiamo però essere chiari. Pensare che i piccoli negozi possano “resistere” alla concorrenza , dei centri commerciali, dei cosiddetti “outlet”, è cosa assai ardua, forse vana.
Il tema che vogliamo affrontare è il seguente : è possibile pensare e prevedere il mantenimento nei piccoli centri, nella piazze e strade di paese, di attività residuali?
La piccola bottega di generi alimentari, il negozio del calzolaio, la merceria , l’ortolano, il bar dove con un caffè o un bicchiere di vino uno può star lì seduto a un tavolo e parlare, o giocare a carte o leggere il giornale per una o due ore o mezza giornata , attività, è da chiarire, che consideriamo “residuali” per i redditi (inferiori alla media), “antieconomiche” per il gestore o il piccolo imprenditore che le esercita .

E’ possibile immaginare persone, “operatori” del commercio o del piccolo artigianato che “decidono” di guadagnare meno, di accontentarsi di meno, ma di poter svolgere un’attività che non ha l’angoscia costante, quotidiana, della competitività e, quel che è più importanti, che debbono avere (queste attività “residuali”) costi di gestione bassi, molto bassi, che così permettono sì di guadagnare magari poco, ma avere poche spese fisse, così da poter lo stesso avere un reddito?

Costi bassi significa affitti abbordabili (la vera piaga di chi vuol intraprendere un’attività commerciale adesso) e niente tasse, un’esenzione totale a chi decide di voler guadagnare poco e, di fatto, permette di mantenere vitale un luogo con la sua presenza, con la sua attività.

 

Su questo le istituzioni pubbliche, dai Comuni alle Regioni, al Governo potrebbero fare molto, e tutto il sistema ne avrebbe un vantaggio: le nostre proposte sono la detassazione degli affitti introducendo una ritenuta alla fonte con una cedolare secca del 15% e non del quasi 40% attuali  e così il proprietario non ha nessun altro obbligo fiscale in questo modo si potrebbe avere già subito un risparmio mendile del 25% sul costo del fitto avendo la possibilità di ricontrattare il canone, l’esonero totale dalle tasse per redditi lavorativi (commerciali o artigianali) sotto un certo “palese, evidente” livello, l’attuale politica fiscale degli “studi di settore”, dove si misura il reddito con i metri quadri di utilizzo di un’attività, con le persone impiegate, l’energia elettrica consumata eccetera, è risultata del tutto “incongrua e incoerente”; dannosa e fallimentare proprio perché ha colpito in primis le attività marginali e non solo (stiamo lavorando per la sua abolizione).

Il Paese non deve perdere la propria umanità , che è fatta anche di relazioni , luoghi dove a fronte di poche entrate permette ai residenti , a volte spesso anziani di sopperire alle mancanze di luoghi idonei che le istituzioni avrebbero dovuto creare. Questo è il Popolo delle Partite Iva , argomenti e proposte di cui nessuno parla , perché marginali , ma noi ci rifiutiamo di concorrere a una società fatta di automi che abbia l’unico scopo della competitività . Ecco perché ci rivolgiamo a tutti i cittadini , aiutateci a crescere e a diffonderci in tutto il territorio nazionale, non abbiamo la soluzione per la crisi mondiale , ma piccole cose che possono portare subito un beneficio nell’immediato a tutta la collettività e a generare - conclude Ricchiuti - nuovi posti di lavoro a pochi metri dalla propria abitazione."

Il movimento del Popolo Partite Iva ha creato un evento su Facebook dove sarà possibile scaricare la locandina da affiggere al link sottostante. 

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