Ricchiuti (P.P.I.): Lettera aperta al Presidente Mattarella

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 03/04/2016 in Politica da Paolo Ambrogi
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Paolo Ambrogi

 

Gentile Presidente Mattarella,

mi rivolgo a Lei quale supremo organo di vigilanza della nostra Patria , della nostra costituzione e dei nostri valori per porle dei dubbi e domande che da mesi invadono la mia anima e il mio sentirsi figlio di questa Italia . Lo faccio anche per riprendere un tema dibattuto per diversi mesi , prendendo spunto da una notizia  , riportata dalla stampa, dell’adozione da parte di due esseri di sesso maschile di un neonato, fatto nascere con l’espediente del fitto di utero materno da parte di una madre biologica. Mi rivolgo a lei,  per sapere se sono io fuori di senno o se ci troviamo in un contesto di società malata o schizofrenica.

Che cosa è questa sindrome di maternità ad ogni costo?
Compravendita di neonati, ovuli messi in frigorifero dopo essere stati fecondati e utilizzati in parte come embrioni e, una volta selezionati, fecondati in vitro, utilizzati e altri destinati a ben altro fine, nascite con l’espediente di un utero preso in locazione, nascite, a volte, di tre o persino di sette bimbi, subito messi in incubatrici, bimbi selezionati a piacimento magari con occhi verdi, blu o scuri, stanno ad indicare non solo il disprezzo di ogni valore divino, di violazione del mistero dell’amore e della nascita, ma un imbarbarimento della società.
Perché accade tutto questo disastro? Secondo me e non so se Lei è d’accordo, il tutto ha origine col dopoguerra, quando cedono ad uno ad uno i pilastri, sui quali poggiava la nostra civiltà: Dio, Patria, Famiglia.

Il Cristo, simbolo della nostra civiltà ed Essenza di ogni valore, viene messo in discussione e a volte viene impunemente violentato, venendo rimosso da alcuni edifici pubblici. La bestemmia, punita all’epoca con una forte ammenda, non è più reato. Il tutto in virtù di un falso buonismo, malattia, che purtroppo, ha contagiato anche alcune fette di cattolicesimo, quelli che vogliono favorire il dialogo interreligioso.
La parola Patria per lungo tempo è stata bandita dal nostro vocabolario e sostituita con il logo paese, che indica una mera espressione geografica o topografica.
La famiglia, una volta sacra, perché era la Patria nel cuore, oggi è in coma.

Esistono variopinte famiglie: quella di fatto tra compagni e compagne, quella che somiglia al progetto portato alle cronache per volontà governativa e che va individuata in non si sa bene quale progetto, quella praticata da alcuni nostri soloni, che hanno la faccia tosta di fare reprimende a qualcuno, mentre nel loro curriculum contano due o tre famiglie e rispettivi cognate e cognati.
Sul punto non ritiene Lei che l’unica famiglia legittimata sia quella prevista dalla Costituzione, e deve essere quella tra un uomo e una donna?
A questa vi è una variante ed è quella discendente dal sacramento religioso, che risulta costituzionalizzata con il riconoscimento dei patti lateranensi, di cui all’articolo7, con il requisito pattizio di quest’ultimi ed al di fuori di questo schema, tertium non datur!

Ma, come se ciò non bastasse, in questi giorni è venuta fuori una sentenza della Suprema Corte, che giustamente nega riconoscimento ad una sentenza della Sacra Romana Rota che annullava un matrimonio durato venti anni, perché, al momento del contratto, uno dei coniugi aveva nascosto all’altro che non poteva avere figli.
La Sacra Rota evidentemente annullava perché, essendo il matrimonio una congiunzione hominis et femminae ad filios procreandos, era in tal modo venuto fuori un vizio tale da rendere nullo il vincolo. Ma a questo punto Le domando, caro Presidente: proprio coloro che dovrebbero tenere fermo il principio del”quod Deus coniuxit, homo non separet” (ciò che Dio ha congiunto, l’uomo non può separare) vengono a favorire con un tale espediente la separazione di esseri congiunti col sacramento?
La confusione è totale. In tale caso lo Stato ha sanato tutto per ragioni di ordine pubblico.

A questa grande confusione si può porre riparo?
Si può procedere ad una restaurazione, solo emarginando la cultura atea e marxista da decenni in forte abbraccio con una fetta di cattolici, quelli che si proclamano ”adulti” in un connubio cattocomunista, fonte di tanti guai e disastri.
Io personalmente  ho forte nostalgia di quei grandi valori che i miei genitori umili e onesti lavoratori della terra mi hanno trasmesso e il servizio militare mi rafforzò  e cioè Dio, Patria e Famiglia. La mia sensazione è che , più anni passano e meno saranno purtroppo  i testimoni dell’altra Patria e dell’altra famiglia. In quanto a Cristo, temo che tra poco ci toccherà lottare per difendere la nostra fede !

La stessa nostra costituzione , inoltre parla sempre di solidarietà e la salvaguardia della famiglia è sacra e io mi chiedo come possono le più alte istituzioni voltarsi dall’altro lato quando in pochi anni è stato permesso il suicidio di centinaia di propri figli , una mattanza che continua ogni giorno , perché impossibilitati ad onorare le pretese fiscali in nome di squallidi conti di bilancio e  il denaro che possiedi è diventato l’unica unità di misura per sapere se vali o non vali, se devi vivere o devi morire  ?
Vi sarà un momento di riscatto ?
Ecco Presidente per questo mi rivolgo a Lei , mi aiuti a capire.

Lino Ricchiuti - Presidente Nazionale Movimento Popolo Partite Iva

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