Comunali Roma, per Berlusconi passo decisivo prima di referendum

Di Battista: Renzi non può parlare di inciuci

pubblicato il 23/05/2016 in Politica da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Alfio Marchini, candidato del centro-destra alle Comunali di Roma

Si infervora a Roma la campagna elettorale in vista delle prossime Comunali.

A meno di un mese dal voto, le opposizioni anti-Renzi affilano le armi oratorie: per loro l’avviso di sfratto al premier, prima ancora che dall’esito del referendum di ottobre, passa proprio dal risultato delle elezioni comunali nei principali capoluoghi e città metropolitane italiane. E prima di tutto, nella Capitale.

Lo ha detto chiaramente Berlusconi, di scena all’ombra del Cupolone nell’ultimo weekend per presentare la lista di Alfio Marchini (oltre che per assistere alla finale di Coppa Italia, serata che certo l’ex Cavaliere vorrà dimenticare in fretta): “Le elezioni sono molto importati per Roma – ha detto il leader e fondatore di Forza Italiama sono anche il primo momento, il secondo è il referendum, in cui daremo a Renzi un avviso preciso di andare a casa”.

Berlusconi è anche entrato nel merito della riforma da bocciare il prossimo autunno, che per lui è un pasticcio non dissociabile dalla nuova legge elettorale l’Italicum: “Il combinato disposto tra riforma costituzionale e nuova legge elettorale ci porterebbe a una situazione pericolosa, non democratica; una sola Camera che fa le leggi, un solo partito che la controlla, e un solo leader a capo di quel partito e alla guida del Paese”.

Sul fronte Cinque Stelle, intanto, interviene uno dei tre coordinatori nazionali, Alessandro Di Battista, che ha partecipato ad un evento previsto nel quadro della campagna elettorale della candidata pentastellata, Virginia Raggi. Il triumviro grillino si è soffermato su una recente frase del premier, “Senza la riforma, l’Italia diventerà il paradiso degli inciuci”, per polemizzare con lui a distanza: “Siamo alle comiche. Un premier, che è frutto di una congiura di Palazzo, parla di inciuci”.

E poi affonda: “Renzi ha capito che il Paese non gli sta più dietro, tranne quelli che lo rincorrono per protestare contro di lui. Ė piuttosto evidente che ha paura di perdere”.

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