Ricchiuti (P.P.I.) "Un governo pro sistema delle banche e strozza aziende e cittadini"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 25/06/2016 in Politica da Paolo Ambrogi
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Paolo Ambrogi
Popolo Partite Iva

"Il governo di Matteo Renzi - dichiara Lino Ricchiuti presidente nazionale del movimento Popolo Partite Iva - sta consegnando il paese a banche e assicurazioni. Le banche sprofondano per la mala gestione di amministratori incapaci e corrotti e il governo, dopo aver buttato nel calderone dei crack bancari i conti corrente di centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, consegna con le mani legate agli istituti di credito, famiglie, piccole imprese e lavoratori, con provvedimenti a raffica. All’inizio dell’anno è stata varata la nuova normativa che toglie la casa a chi paga in ritardo le rate del mutuo non passando più davanti a un giudice. L’ultima arrivata è il decreto “sofferenze” che permette alle banche di prendersi il capannone di un’azienda dopo tre rate scadute non pagate, anche non consecutive. Quindi con una mano lo Stato strozza le aziende fornitrici della pubblica amministrazione con ritardi nei pagamenti che superano i 180 giorni e con l’altra poi le consegna alle banche, costringendole a chiudere. Nessun provvedimento viene preso anche per evitare le insolvenze bancarie delle piccole aziende causate dai tanti che si fanno fare le forniture e poi, crisi o non crisi, non le pagano. E sono sempre di più.

Oppure un provvedimento per abolire quella norma che impone di pagare prima dell’incasso allo Stato l’Iva sulle fatture emesse, indipendentemente se verranno poi pagate puntualmente o per niente. Se questa è la considerazione dell’ennesimo governo dei banchieri per famiglie, artigiani e piccole imprese, categorie sui quali si basa l’economia e la possibilità di una vera ripresa dell’occupazione, altri sinistri segnali dalla politica vengono in questi giorni sul versante previdenziale. L’Inps di Tito Boeri sparge il panico per il paese prima spiegando ai trentenni come e perché andranno in pensione non prima di 75 anni, tra l’altro mentre l’Istat annuncia che la speranza di vita si è abbassata a 80 anni.  Poi spedendo centinaia di migliaia di “buste arancioni”, ma ne promette milioni, contenenti spericolate proiezioni attuariali sulle pensioni che andranno a percepire. Ogni buon padre di famiglia, davanti a questi calcoli, consiglierebbe ai giovani di costruirsi prudentemente una pensione integrativa privata, a costo di pagare lui il premio per i figli precari e disoccupati all’assicurazione. E il cerchio si chiude.

E veniamo all’ultimo provvedimento “ingrassa banche” in preparazione a palazzo Chigi. Si tratta del boccone più grosso: mettere le mani sulle pensioni degli italiani, approfittando dell’emergenza sociale causata dalla legge Fornero, che ha prolungato in un sol colpo l’età pensionabile di quasi dieci anni, per ora. Ma il meccanismo perverso allontana la scadenza sotto il naso dei lavoratori più anziani di anno in anno. In sintesi: ti permetto per legge di andare in pensione prima, ma il reddito per mantenerti durante gli anni anticipati te lo paghi da solo chiedendo un prestito alle banche che poi restituirai con la pensione futura, quella vera. Intanto ti taglio la pensione in modo permanente. In pratica lo Stato non ci rimette anzi ci guadagna e le banche incassano a colpo sicuro, che in un periodo di tassi bassi che azzerano la redditività per i nostri competitivi istituti di credito non è male."

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