Renzi: “Capitolo chiuso le Olimpiadi a Roma nel 2024”

Grillini scatenati contro il presidente del Coni Malagò: “un coatto, fa minacce”, lui replica: “la mia vita e il stile dicono altro

pubblicato il 23/09/2016 in Politica da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta

Game over, partita terminata: o meglio capitolo chiuso. E’ il premier Matteo Renzi a sancire la fine del sogno olimpico di Roma 2024. Intervistato da Lilli Gruber a “Otto e mezzo” su La7, il capo del Governo si è espresso in termini netti, chiudendo la porta anche alla flebile (e non si sa quanto realmente realizzabile) possibilità lanciata dal presidente del Coni Giovanni Malagò di intentare al sindaco capitolino Virginia Raggi una causa di 20 milioni di euro per possibili danni erariali derivanti dal no alla delibera di sostegno alla candidatura varata a giugno 2015 dalla giunta allora guidata da Ignazio Marino. “Dipenderà dal consiglio comunale – ha detto Renzi, visibilmente amareggiato - ma se il primo cittadino ha deciso di dire no, immagino abbia la certezza di avere la maggioranza dalla sua parte. Nessuno di noi vuole fare le Olimpiadi contro il Comune. Quello che mi amareggia è l’idea che si dà del Paese, ovvero che i grandi eventi non si possono fare perché qualcuno ruba. Questo è impressionante. E’ come se i grillini dicessero: non riusciamo a cambiare le cose. Ieri hanno festeggiato Los Angeles e Parigi, mentre gli sportivi italiani hanno pianto lacrime amare”.

Parole che lasciano poco spazio a eventuali (e a quanto improbabili a questo punto) margini di manovra anche se Renzi ha voluto ricordare che Raggi in campagna elettorale si era impegnata a fare un referendum. “Ma – ha aggiunto subito dopo – la titolarità della decisione spetta a lei”. Intanto Malagò, dopo il duro scontro con Raggi, culminato appunto nella ventilata ipotesi di azione legale verso la sindaca e i consiglieri che firmeranno la mozioni di rinuncia alla candidatura, è tornato un po’ sui suoi passi complice la presentazione al Foro Italico del logo ufficiale “Uefa Euro Roma 2020”.

Il numero uno dello sport si è anche esibito in un diplomatico baciamano con la Raggi invitandola poi a pranzo e ricevendo in cambio un altro no. Segno che fra i due le cose continuano a non andare e forse non andranno mai. Resta a questo punto la formalizzazione ufficiale alla rinuncia attraverso il passaggio tecnico in consiglio comunale previsto per martedì prossimo che però potrebbe slittare per l’audizione della sindaca in commissione al Senato su Roma 2024. La polemica più violenta però in queste ore corre attraverso i social e in particolare Facebook. “La mangiatoria è finita. Daje Virgì” scrive Luigi Di Maio allegando al post un video sull’incompiuta Città dello sport a Tor Vergata. E Alessandro di Battista ci va giù anche più duro: “Se non sapessimo che si tratta di parole di un semplice coatto – dice riferendosi a Malagò – potremmo quasi scambiarle per una minaccia”. “La mia vita e il mio stile dicono altro” la replica in stile anglosassone del presidente Coni

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