Malagò: “La nostra ambizione olimpica non può essere negata da pregiudizi”

Al Quirinale per la cerimonia di riconsegna del tricolore dopo i giochi di Rio, il presidente Coni torna ad attaccare Raggi

pubblicato il 28/09/2016 in Politica da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta

“Noi abbiamo il coraggio delle sfide, affrontate con lungimiranza: un coraggio che aspira a un domani a cinque cerchi. La nostra è un'aspirazione che non può essere negata dai pregiudizi, la voglia di sognare può essere pregiudicata solo dalla paura di fallire”.

Giovanni Malagò torna ad attaccare Virginia Raggi dopo il no della sindaca capitolina alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. E l’occasione per il numero uno dello sporti nazionale italiano è venuta al Quirinale, passati i giochi di Rio, per la cerimonia di riconsegna della bandiera tricolore al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevuta dalle mani delle icone azzurre Federica Pellegrini e Martina Caironi. “L'Italia sportiva - ha proseguito il presidente del Coni - non vuole mai essere sconfitta. In un unico afflato, un unico respiro. Oggi sono qui campioni di vita e fuoriclasse sul campo, che insegnano che ogni obiettivo è possibile: sono lo spot più efficace di un'Italia fiera che non ha timore di nuove sfide da affrontare con lungimiranza”.

Un ulteriore inciso che non è passato inosservato dopo le recenti e robuste polemiche dei giorni scorsi. La risposta di Mattarella è una nuova medaglia da appuntare sul petto, anche se le sue parole fanno intendere un certo rammarico : “Lo sport – ha detto il Capo dello Stato - è un investimento sempre proficuo, specialmente se la cura dell'eccellenza va di pari passo con la pratica sportiva. Non devono mai essere disgiunte e nemmeno contrapposte. Oggi riconsegnate il tricolore, ma con i Giochi di Rio siete stati voi la nostra bandiera. E continuerete ad esserlo. Olimpiadi e Paralimpiadi sono un evento straordinario, ricco di fascino per tutto il mondo: Rio è stata per quattro settimane il centro del mondo”. Ma Malagò è andato anche oltre ricordando che il Comitato Olimpico Internazionale “era pronto a versare 1,7 miliardi di dollari, forse anche 2, ma solo nel caso di un’Olimpiade a Roma.

Avevamo fatto tutto bene, ma senza l’appoggio del Comune cade ogni discorso. Rammarico di non aver fatto il referendum? A film visto, il rimpianto c’è. Avevamo però stabilito delle regole e non abbiamo fatto altro che rispettarle”. Alla cerimonia era presente anche il Premier Matteo Renzi che su Roma 2024 ha preferito glissare: “Qui siamo al Quirinale e parla il presidente della Repubblica”. Intanto domani, giovedì 29 settembre, si riunirà il consiglio comunale della Capitale. Con la sindaca Raggi che, probabilmente, dirà il suo no definitivo.  

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