Matteo Renzi inizia dall’Obihall di Firenze

Il premier questa sera scende in campo per la campagna referendaria partendo da Firenze

pubblicato il 29/09/2016 in Politica da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta

Il momento tanto atteso è arrivato. Matteo Renzi, questa sera all’Obihall di Firenze, scende in campo per la campagna referendaria dando inizio al Tour che lo vedrà coinvolto nelle prossime settimane nelle principali città italiane. Alle 21, nel luogo simbolo di tante sue convention prima come presidente della Provincia e poi come sindaco del capoluogo toscano per arrivare fino alle primarie piddine con Pierluigi Bersani, il Premier si caricherà sulle proprie spalle la fortissima responsabilità di non far fallire il referendum costituzionale su cui ha speso molte energie a livello personale invitando Pd e maggioranza a tirare fuori il massimo impegno perché il rischio o il timore, palesatosi in questi ultimi giorni, potrebbe essere quello di non riuscire a parlare al Paese.

L’evento di questa sera, nella “sua” Firenze”, riveste una importanza particolare, forse addirittura decisiva a dare quel contributo necessario perché la consultazione del 4 dicembre si trasformi in un nuovo successo per il Premier. Ma l’invito di Renzi è rivolto anche alle altre forze politiche che sostengono il “si” alla riforma costituzionale targata Maria Elena Boschi per intercettare direttamente i cittadini: senza cadere nelle provocazioni delle opposizioni già all’attacco furibondo, con l’obiettivo però di portare l’affluenza perlomeno al 60% e convincere gli indecisi attraverso una campagna tambureggiante, fra l’altro partita già da qualche giorno, utilizzando tutti i mezzi di comunicazione (soprattutto i social) nei quali il Premier eccelle.

Non a caso nella sua ultima E-news aveva scritto: “Cara Italia vuoi cambiare? Basta un sì”. E poi aveva aggiunto: Vogliamo superare il bicameralismo paritario sì o no? Vogliamo ridurre il numero dei parlamentari si o no? Vogliamo contenere i costi delle istituzioni si o no? Vogliamo cancellare il Cnel si o no? Vogliamo cambiare i rapporti Stato Regioni che tanti conflitti di competenza hanno causato in questi 15 anni si o no?. Vogliamo avere un Paese più stabile e più semplice o vogliamo tornare alle bicamerali D'Alema-Berlusconi, o consegnarci a una strana forma di democrazia diretta in cui una srl di Milano controlla la democrazia interna di uno dei più grandi partiti del Paese e si lega ai propri amministratori da contratti privati con tanto di penali da pagare? La partita e' tutta qui". Una partita decisiva dunque, che comincerà tra poche ore proprio all’Obihall.

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