Sinistra italiana per il NO con Civati, Cofferati e Vendola in piazza a Firenze

Oggi la manifestazione di Sinistra italiana “Stavolta NO”

pubblicato il 01/10/2016 in Politica da Andrea De Ponti
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Andrea De Ponti

Piazza Ognissanti una delle piazze centrali del capoluogo toscano, ampia nel suo splendore e  incastonata tra i due maggiori hotel di lusso della città, è il luogo dove  Sinistra italiana  ha voluto gridare il suo No.

Il pubblico è quello delle grandi manifestazioni della sinistra , trasversale nell’età e ritardatario in prima battuta ma alle 14,50  la piazza era sufficientemente gremita si è data la parola  a Pippo Civati, il quale ha invitato, chiamandolo per nome e cognome, Pierluigi Bersani a schierarsi esplicitamente per il NO e ha raccomandato fermezza pacata nell'affrontare la campagna referendaria.

Lo ha seguito Arturo Scotto che ha ricordato il passaggio del rapporto di Goldman Sachs nel quale si individuavano  tra i mali del sistema politico  la troppa democrazia ed i troppi diritti dei cittadini. Secondo Scotto La riforma costituzionale al voto appare chiaramente come la ricetta gradita alla grande finanza internazionale per massimizzare i propri profitti.

Terzo Sergio Cofferati, il più applaudito in assoluto il qual da ex leader Cgl non poteva che porre l’attenzione sulla riduzione dei diritti dei lavoratori che a suo dire  in maniera strisciante la riforma costituzionale introdurrebbe.

A seguire Nichi Vendola con  un  breve intervento dove ha denunciato l'ipocrisia di provvedimenti/slogan come la “buona scuola” ed il “job act”, ricordando - in questo secondo caso - come chi lavora per una sola ora settimanale , anche con voucher, ai fini statistici è annoverato come occupato. La riforma costituzionale con  l'Italicum, è pertanto la più grande delle mistificazioni ad oggi poste in essere dal governo Renzi.

Tommaso Montanari ha ripreso con forza l'argomento “Goldman Sachs” introdotto da Scotto e ne ha approfondito – da storico dell'arte – le conseguenze che la riforma costituzionale avrebbe in particolare sulla cultura (ed i beni culturali) italiani che diverrebbero sempre più obiettivi di profitto privatistico.

Sono intervenuti anche Sandra Bonsanti, Guido Calvi, Paolo Caretti, Lorenza Carlassare, Pippo Civati, Sergio Cofferati, Alfredo D’Attorre, Loredana De Petris, Lorenzo Falchi, Anita Fallani, Tommaso Fattori, Nicola Fratoianni, Carlo Freccero, Iris Karifillidis, Daniela Lastri, Curzio Maltese, Tomaso Montanari, Ubaldo Nannucci, Stefano Quaranta, Claudio Riccio, Riccardo Russo, Arturo Scotto, Luca Telese, Renzo Ulivieri, Lorenzo Zolfanelli.
Ha condotto Telese, Stefano Quaranta ha chiuso alle 18,45 sotto un cielo grigio ma carico di speranza
 

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