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Ecoreati, sì del Senato

Il provvedimento torna ora alla Camera

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Con centosessantacinque sì, quarantanove no e diciotto astenuti la mattina del 4 marzo è passato a Palazzo Madama il disegno di legge  che segna l’ingresso nel codice penale i crimini contro il clima e l’ambiente. Il Senato ha approvato il testo con modifiche, ragion per cui la legge dovrà nuovamente sottoporsi a un passaggio a Montecitorio.

In attesa che i deputati  esaminino il ddl in seconda lettura, c’è un dato politico davvero interessante che emerge dalla votazione di ieri: il Movimento 5 Stelle e Sel hanno fatto fronte comune con la maggioranza. La Lega Nord si è astenuta, mentre Forza Italia ha votato contro.

Prove tecniche di allargamento di coalizione? Azzardato dirlo, ma sul sito di Beppe Grillo, leader dei pentastellati, le lodi al provvedimento sugli eco-reati non si risparmiano: e del resto non potrebbe essere altrimenti, dal momento che i grillini molto hanno contribuito in fase di elaborazione della legge e dunque, legittimamente, la sentono come se fosse loro.
Sul Velino (www.ilvelino.it) si fa un riepilogo esaustivo dei punti qualificanti della legge. Quattro le nuove tipologie di reato introdotte: “disastro ambientale”, “inquinamento ambientale”, “delitti colposi contro l’ambiente” e “traffico a abbandono di materiale ad alta radioattività”. Proprio su quest’ultimo punto si concentra l’attenzione critica (ma in senso buono, per una volta) del sito che è la bibbia dei Cinque Stelle, www.beppegrillo.it.

Qui, in un post pubblicato a poche ore dalla chiusura della decisiva votazione, si nota come, accanto al reato  di traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività, venga previsto anche quello di impedimento del controllo teso a garantire lo smaltimento degli stessi. Pene stabilite: nel primo caso da due a sei anni di carcere, nel secondo da tre a sei mesi. Grande attenzione viene riservata dai grillini al concetto di disastro ambientale, a cui viene dedicato un intero passo del post:

In particolare, si configura il reato di disastro ambientale per chiunque causi "alternativamente" una delle seguenti fattispecie: A) l'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema; B) l'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; C) l'offesa alla pubblica incolumità, determinata con riferimento alla capacità diffusiva degli effetti lesivi della condotta".

La legge contempla anche la confisca dei beni alle ecomafie.

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